Arriva un nuovo passaggio amministrativo sulla proposta di impianto di co-incenerimento con recupero energetico prevista in contrada Stracca, nell’area industriale di Atri, una vicenda che continua a richiamare l’attenzione anche fuori dal comune atriano, in particolare lungo la costa teramana tra Pineto, Roseto degli Abruzzi e il resto del comprensorio.

Al centro dell’aggiornamento c’è una determinazione dirigenziale della Regione Abruzzo, la n. DPC026/253 del 7 settembre 2026, che interviene sul precedente provvedimento autorizzativo per specificare la provenienza dei rifiuti speciali non pericolosi destinati all’impianto. La novità è stata resa nota con una comunicazione congiunta delle amministrazioni comunali di Atri, Pineto e Roseto.

Il nuovo atto della Regione Abruzzo

Secondo quanto riferito dai tre enti locali, il documento regionale introduce una precisazione formale rispetto all’autorizzazione già rilasciata. Il punto riguarda l’origine dei materiali che potrebbero essere trattati nel futuro impianto previsto nell’area produttiva atriana.

Si tratta quindi di un’integrazione che va a definire meglio uno degli aspetti più discussi della pratica: non tanto la localizzazione del progetto, già nota, quanto il perimetro dei rifiuti autorizzati sotto il profilo della loro provenienza. Un elemento ritenuto rilevante dai Comuni che stanno seguendo la procedura e i suoi sviluppi.

Un tema che coinvolge l’intero territorio teramano

La questione non riguarda soltanto Atri. Il dibattito sull’impianto interessa da tempo anche i centri vicini e più in generale il territorio provinciale, per le possibili ricadute ambientali, logistiche e pianificatorie su un’area ampia della costa e dell’entroterra teramano.

Per questo motivo la presa di posizione condivisa di Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi assume un valore politico e amministrativo che va oltre i confini comunali. Il tema viene seguito con attenzione anche da chi vive lungo l’asse costiero e nelle realtà limitrofe, compresa Giulianova, dove le questioni legate alla gestione dei rifiuti e agli impianti di trattamento vengono osservate con particolare interesse.

La posizione dei Comuni di Atri, Pineto e Roseto

Nella nota diffusa congiuntamente, le tre amministrazioni sottolineano che la Regione è intervenuta direttamente sul contenuto della precedente autorizzazione attraverso un atto specifico. L’obiettivo della comunicazione è mettere in evidenza questo aggiornamento procedurale e informare il territorio su un passaggio ritenuto significativo nell’iter.

Il caso dell’impianto di contrada Stracca resta dunque aperto e continua a svilupparsi sul piano tecnico e istituzionale. La precisazione contenuta nella determinazione regionale rappresenta un nuovo elemento da valutare nell’ambito di una vicenda che, negli ultimi mesi, ha alimentato confronto pubblico e attenzione amministrativa in più comuni del Teramano.

I prossimi passaggi

Al momento il dato certo è l’esistenza del nuovo provvedimento regionale, che modifica o meglio puntualizza il quadro già definito in precedenza. Resta ora da capire quali effetti concreti questa specificazione potrà avere nel prosieguo della procedura e nel confronto tra enti, territorio e soggetti coinvolti.

Per i cittadini della provincia di Teramo e della fascia costiera, da Giulianova a Roseto passando per Pineto e Atri, si tratta di un dossier da seguire con attenzione, perché tocca un nodo sensibile come quello della gestione dei rifiuti speciali e degli impianti energetici collegati.

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