Prosegue in queste ore la ricognizione dei danni provocati dalla violenta ondata di maltempo che ha investito il Teramano, con effetti pesanti anche sulla costa e in diversi centri vicini a Giulianova. Dopo la grandinata, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e tecnici sono al lavoro per quantificare le perdite e trasmettere alla Regione la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Le segnalazioni arrivate dai territori parlano di conseguenze estese: auto ammaccate, coperture lesionate, finestre e tettoie colpite, impianti fotovoltaici danneggiati, oltre a problemi per capannoni produttivi, mezzi agricoli e coltivazioni. In alcuni casi, i chicchi hanno raggiunto dimensioni tali da causare danni rilevanti in pochi minuti.
I comuni teramani avviano la raccolta delle segnalazioni
Tra le aree maggiormente interessate figurano Bellante, San Nicolò a Tordino, Sant’Atto, Villa Zaccheo di Castellalto, Sant’Onofrio di Campli, Morro d’Oro, la Val Vibrata e vari comuni del litorale teramano, compresi Pineto e Roseto degli Abruzzi. Si tratta di una situazione che viene seguita con attenzione anche nel comprensorio di Giulianova, vista l’estensione del fenomeno sull’intera provincia.
I municipi si stanno organizzando per raccogliere le comunicazioni dei cittadini e delle imprese, con l’obiettivo di predisporre la documentazione necessaria per le procedure istituzionali. A Teramo il sindaco Gianguido D’Alberto ha attivato gli uffici competenti e disposto la pubblicazione di un avviso rivolto alla popolazione, invitando a trasmettere foto e materiale utile a certificare i danni subiti.
Iniziative analoghe risultano avviate anche a Notaresco, Mosciano Sant’Angelo, Pineto, Campli e Bellante. Proprio da Bellante arriva una delle valutazioni più preoccupate, con l’amministrazione che descrive un quadro molto serio per abitazioni, attività economiche e comparto agricolo.
Oltre 70 interventi dei vigili del fuoco
Nelle 24 ore successive all’evento meteorologico, i vigili del fuoco del comando provinciale di Teramo e dei distaccamenti di Roseto e Nereto hanno effettuato più di 70 operazioni. Gli interventi hanno riguardato soprattutto la messa in sicurezza di strutture, la rimozione di elementi pericolanti e il controllo delle aree più esposte alle conseguenze della grandine.
Il numero delle uscite testimonia la vastità del fenomeno e la pressione registrata in molte zone della provincia. In diversi casi si è reso necessario intervenire su edifici privati e aree produttive, mentre nelle campagne si continua a verificare l’entità delle perdite su vigneti, uliveti e altre colture stagionali.
Le richieste di imprese e agricoltori alla Regione
Dal mondo produttivo arrivano sollecitazioni affinché la Regione acceleri sul riconoscimento dell’emergenza. La Cna Abruzzo chiede l’attivazione dello stato di calamità naturale e un primo sostegno economico per le aziende colpite. L’associazione evidenzia inoltre che le coperture assicurative obbligatorie contro eventi catastrofali non comprendono i danni causati dalla grandine, lasciando molte imprese senza tutela su questo fronte.
Anche il settore agricolo denuncia un bilancio molto pesante. Coldiretti sta raccogliendo le segnalazioni delle aziende associate per completare la mappa delle aree danneggiate e velocizzare l’iter per i ristori. Secondo l’organizzazione, in diverse aziende il maltempo ha compromesso in pochi minuti il lavoro dell’intera stagione, con ripercussioni immediate sulla produzione.
Obiettivo: ristori rapidi per il territorio
La priorità condivisa da enti locali, rappresentanze economiche e operatori del settore è ora quella di chiudere al più presto la fase di accertamento. Solo con una stima puntuale sarà possibile chiedere misure straordinarie e sostegni per famiglie, imprese e agricoltori del Teramano.
Per un’area che comprende l’entroterra, la Val Vibrata e la costa teramana, da Giulianova a Roseto fino a Pineto, il passaggio decisivo resta quello dei ristori. Le prossime ore saranno quindi fondamentali per completare la raccolta delle pratiche e definire con precisione la portata dei danni lasciati dal maltempo.


