La scomparsa di Karol Brozek torna al centro dell’attenzione in Abruzzo. La sorella gemella dell’escursionista polacco, Diana Brozek, è rientrata nell’area di Campo Imperatore per proseguire personalmente le verifiche nei luoghi legati alle ultime tracce del fratello, disperso sul Gran Sasso dal 19 novembre 2025.
Si tratta di una vicenda seguita con apprensione anche lungo la costa teramana e nel territorio di Giulianova, dove il Gran Sasso rappresenta un riferimento naturale e turistico molto vicino. Dopo mesi senza sviluppi decisivi, la famiglia continua a cercare elementi utili per ricostruire quanto accaduto in quota.
Nuovi sopralluoghi nell’area di Campo Imperatore
Diana Brozek ha comunicato il suo ritorno in Abruzzo attraverso i canali social, spiegando l’intenzione di effettuare ulteriori ricognizioni in zone già interessate dalle ricerche ufficiali. L’obiettivo resta quello di individuare qualsiasi segnale, anche minimo, che possa contribuire a fare chiarezza sulla sorte di Karol.
La donna si trova nuovamente a Campo Imperatore, sull’altopiano aquilano, punto da cui era partita la vicenda. Secondo quanto emerso nei mesi scorsi, Karol Brozek si era allontanato dal camper, parcheggiato in un contesto innevato, insieme ai suoi cani. Da quel momento non ha più fatto rientro e le successive operazioni non hanno consentito di rintracciarlo.
Con lei anche Pirat, il cane ritrovato vivo
Ad accompagnare Diana c’è anche Pirat, uno dei cani dell’escursionista. L’animale era stato recuperato vivo il 12 dicembre nei pressi della seggiovia Le Fontari, a oltre venti giorni dalla scomparsa del proprietario. Quel ritrovamento aveva riacceso per qualche tempo le speranze, suggerendo la possibilità che nell’area potessero ancora emergere indizi utili.
La presenza del cane ha un valore particolare per la famiglia, non solo sul piano affettivo. Pirat è stato infatti uno degli elementi più significativi emersi dopo la sparizione di Karol, anche se il suo recupero non ha portato, finora, a una svolta concreta nelle ricerche.
L’attenzione si sposta verso la Valle dell’Inferno
Tra le zone che Diana Brozek intende controllare figura anche la Valle dell’Inferno, area impervia del massiccio del Gran Sasso. La sorella dell’escursionista vuole verificare le condizioni attuali dei luoghi e valutare se possano esserci margini per nuove ispezioni, compatibilmente con la sicurezza e con l’ambiente montano.
Nei mesi successivi alla scomparsa, le operazioni avevano coinvolto soccorritori, volontari e forze dell’ordine, impegnati per settimane in un territorio complesso, reso ancora più difficile dalla neve e dalle condizioni meteorologiche. Nonostante l’ampiezza delle ricerche, non sono stati trovati elementi definitivi.
Una vicenda ancora senza risposta
Il caso di Karol Brozek resta aperto sul piano umano e familiare. La conclusione delle attività ufficiali non ha spento l’impegno dei suoi cari, che continuano a mantenere viva l’attenzione sulla scomparsa e a cercare riscontri nelle aree del Gran Sasso collegate agli ultimi movimenti dell’escursionista.
Al momento non risultano nuovi ritrovamenti o aggiornamenti decisivi. Il ritorno della sorella a Campo Imperatore rappresenta però un nuovo passaggio in una vicenda che, a distanza di mesi, continua a interrogare l’Abruzzo e le comunità che guardano al Gran Sasso come a un territorio vicino, frequentato e profondamente conosciuto dagli appassionati di montagna.


