Il Comune di Silvi ha convocato un consiglio comunale straordinario per affrontare la situazione legata ai movimenti franosi che nelle ultime settimane hanno interessato il territorio. Al centro della riunione, le misure da attivare per la messa in sicurezza dell’area e il percorso istituzionale avviato tra amministrazione comunale, Regione Abruzzo e Protezione Civile.
L’incontro si è svolto alla presenza del sindaco Andrea Scordella, dell’assemblea civica e di rappresentanti regionali chiamati a fare il punto sugli interventi urgenti. Un passaggio seguito con attenzione anche nel Teramano, dove il tema della fragilità idrogeologica resta particolarmente sentito, dalla costa teramana fino alle aree interne.
Regione Abruzzo al lavoro sull’emergenza frana di Silvi
Nel corso della seduta, l’assessore regionale alla Difesa del Suolo Umberto D’Annuntiis ha ribadito che la macchina regionale si è attivata fin dalle prime segnalazioni. Secondo quanto riferito, il monitoraggio sarebbe partito già a fine gennaio e si sarebbe intensificato dopo il peggioramento registrato alla fine di marzo, con una presenza costante di tecnici e sopralluoghi operativi sul posto.
D’Annuntiis ha inoltre sottolineato il contributo assicurato dalla Protezione Civile, sia sul piano regionale sia su quello nazionale, evidenziando la necessità di garantire risposte rapide in una fase delicata per residenti e amministratori locali. Il confronto istituzionale ha coinvolto anche i vertici delle strutture tecniche chiamate a seguire il dossier.
Stato di emergenza e procedure rapide per gli interventi
Uno dei punti principali emersi durante il consiglio riguarda l’iter amministrativo già avviato dalla Regione. Dopo un sopralluogo effettuato con il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, la giunta regionale ha approvato il provvedimento per chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, accompagnato dalla dichiarazione dello stato di emergenza regionale.
Questo passaggio, una volta completato, consentirà di utilizzare procedure accelerate per affidare i lavori più urgenti legati alla sicurezza delle zone colpite. Si tratta di strumenti previsti dalla normativa per affrontare situazioni straordinarie, con l’obiettivo di ridurre i tempi burocratici e permettere agli enti di intervenire in modo più rapido.
Nel frattempo è stata attivata anche una piattaforma digitale per raccogliere i fabbisogni dei territori interessati. I dati, trasmessi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, serviranno a completare la documentazione necessaria per la richiesta formale di emergenza nazionale.
La riunione istituzionale e i rappresentanti presenti a Silvi
Alla seduta hanno partecipato, oltre agli amministratori comunali, anche il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera, il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile Maurizio Scelli, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Stefano Cianciotta. Presenti inoltre consiglieri regionali di maggioranza e opposizione.
Rivera ha illustrato in particolare i passaggi tecnici e amministrativi che accompagnano la richiesta di emergenza, spiegando che la cornice predisposta dalla Regione punta a tutelare gli enti attuatori e a rendere più immediata l’apertura dei cantieri necessari.
Un tema che riguarda anche la costa teramana
La vicenda di Silvi richiama un problema più ampio che interessa molti comuni dell’Abruzzo e del Teramano, dove dissesto idrogeologico, erosione e instabilità dei versanti rappresentano criticità ricorrenti. Anche per i lettori di Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto, Alba Adriatica e degli altri centri della costa teramana, l’evoluzione dell’emergenza viene seguita con attenzione per le possibili ricadute sulla programmazione degli interventi e sulle risorse disponibili.
La Regione ha confermato il coordinamento con Protezione Civile e strutture tecniche per dare continuità alle attività già avviate. L’eventuale riconoscimento dello stato di emergenza nazionale permetterebbe l’accesso al fondo dedicato e l’utilizzo di ulteriori strumenti straordinari, con una durata iniziale fino a un anno, eventualmente prorogabile.







