Nuova emergenza sulla direttrice adriatica, con ripercussioni che interessano anche l’Abruzzo e quindi i collegamenti utilizzati ogni giorno da chi si muove dalla provincia di Teramo verso il Sud. A Petacciato, in Molise, la riattivazione di un vasto movimento franoso ha portato allo stop di una parte della rete autostradale e ferroviaria, creando pesanti difficoltà alla circolazione lungo uno degli assi principali del Paese.

Chiusure sull’A14 verso Pescara

Autostrade per l’Italia ha disposto l’interdizione del tratto della A14 tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara. Resta inoltre confermata la precedente chiusura tra Vasto Sud e Termoli in direzione Bari. La decisione è stata presa in via cautelativa dopo l’attivazione del sistema di controllo installato nell’area interessata dal dissesto. Sul posto sono impegnati i tecnici del tronco di Pescara per verificare l’evoluzione della situazione e valutare le condizioni di sicurezza.

Per il traffico proveniente dal Sud e diretto verso l’Abruzzo, compresa la costa teramana e località come Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Tortoreto, la situazione si presenta particolarmente complessa. Le deviazioni obbligate sulla viabilità secondaria rischiano infatti di aumentare tempi di percorrenza e congestione.

Linea ferroviaria sospesa tra Pescara e Foggia

Le conseguenze riguardano anche il trasporto ferroviario. La circolazione dei treni tra Pescara e Foggia è stata sospesa nel tratto compreso tra Montenero e Termoli a causa dell’allarme frana. Secondo le informazioni diffuse, il movimento del terreno avrebbe coinvolto anche l’area dei binari della linea adriatica. Tecnici di RFI e geologi sono al lavoro per i controlli.

I convogli a lunga percorrenza sono stati instradati su itinerari alternativi, in particolare passando dall’interno. Il provvedimento coinvolge numerosi treni tra Alta Velocità e Intercity e comporta ritardi e variazioni che possono avere riflessi anche per i viaggiatori in partenza o in arrivo nelle stazioni abruzzesi, compresa quella di Giulianova, lungo la direttrice nord-sud.

Disagi nelle stazioni e collegamenti difficili

Nelle stazioni di Termoli e Vasto si sono registrati momenti di forte difficoltà, con molti passeggeri in attesa di indicazioni su orari e coincidenze. Tra i viaggiatori bloccati ci sono famiglie, studenti e pendolari. La predisposizione di autobus sostitutivi risulta complicata anche per le criticità contemporanee sulla rete stradale, dal momento che oltre all’autostrada risultano già presenti altri problemi lungo i collegamenti della costa.

Il quadro generale rende più difficile anche l’organizzazione degli spostamenti per chi dall’Abruzzo deve raggiungere il Molise o la Puglia, oppure rientrare verso nord. Per il territorio teramano, fortemente connesso alla dorsale adriatica sia su gomma sia su ferro, si tratta di una situazione da seguire con attenzione.

Protezione civile e monitoraggio del fronte franoso

Per affrontare l’emergenza, il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha convocato a Roma una riunione operativa per fare il punto sugli interventi necessari. Il dissesto di Petacciato viene considerato particolarmente delicato per l’impatto su abitato, infrastrutture e mobilità interregionale. Prefetture, istituzioni locali e forze dell’ordine stanno coordinando il monitoraggio e le misure urgenti per limitare i disagi.

Il fenomeno non è nuovo. L’area di Petacciato è da tempo soggetta a riattivazioni periodiche, soprattutto in presenza di precipitazioni intense. In passato il movimento franoso aveva già causato danni alle abitazioni e interruzioni ai collegamenti stradali e ferroviari. Si tratta di un dissesto di grandi dimensioni, noto da oltre un secolo e considerato tra i più rilevanti del versante adriatico.

In attesa dell’esito delle verifiche tecniche, la raccomandazione per gli automobilisti e per chi deve viaggiare in treno resta quella di controllare costantemente gli aggiornamenti sulla viabilità e sul servizio ferroviario, soprattutto lungo l’asse che collega il Molise all’Abruzzo e alla costa teramana.