Una quota consistente di risorse del Pnrr destinata alla rigenerazione urbana in Abruzzo rischia di non trasformarsi in cantieri e opere pubbliche. Si tratta di 45 milioni di euro collegati al programma Pinqua, il piano nazionale sulla qualità dell’abitare, ripartiti su tre interventi che coinvolgono complessivamente 61 Comuni della regione, compresi diversi centri della costa teramana come Silvi, Pineto e Atri.

A rilanciare il caso è stato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che ha parlato di una situazione critica legata ai ritardi accumulati nelle procedure tecniche e amministrative. Il termine fissato per completare gli interventi era il 31 marzo, poi spostato al 30 giugno, ma secondo quanto emerso solo una parte del percorso risulta davvero allineata con la scadenza.

Coinvolti anche Comuni della costa teramana

Tra i tre programmi finanziati, uno interessa direttamente un’area vicina a Giulianova e al Teramano costiero. In questo lotto rientrano infatti Silvi, Atri, Pineto, Città Sant’Angelo e Montesilvano, con opere che spaziano dalla sistemazione di infrastrutture alla riqualificazione di edifici, fino a interventi di edilizia sociale, autostazioni e sottopassi.

Un secondo progetto comprende 27 Comuni della provincia di Chieti, mentre il terzo coinvolge 29 amministrazioni locali tra le quali figurano Pescara e L’Aquila. Ogni pacchetto vale 15 milioni di euro, per un totale complessivo di 45 milioni che ora potrebbero essere messi a rischio dal mancato rispetto del cronoprogramma imposto dai fondi europei.

Ritardi nelle procedure e tempi sempre più stretti

Secondo la ricostruzione illustrata in conferenza stampa, i passaggi preparatori si sarebbero protratti ben oltre i tempi utili. Tra l’avvio dell’iter e l’affidamento dei progetti di fattibilità sarebbero trascorsi mesi, seguiti da un ulteriore allungamento per l’approvazione degli elaborati. A incidere sarebbero stati anche problemi emersi nelle procedure di gara, con la necessità di revocare e ripubblicare alcuni atti.

La conclusione positiva delle conferenze dei servizi, arrivata solo a gennaio 2026 per alcuni interventi, ha ulteriormente compresso i margini operativi. Ad oggi, sempre secondo quanto denunciato, solo il progetto relativo ai 27 Comuni del Chietino avrebbe ottenuto l’approvazione definitiva. Gli altri due resterebbero ancora in fase di verifica, rendendo molto difficile il rispetto della scadenza finale del 30 giugno.

Il nodo delle opere pubbliche e delle risorse da non perdere

Il timore principale è duplice: da una parte la mancata realizzazione delle opere previste, dall’altra la possibilità che la Regione sia costretta a restituire i fondi non utilizzati. In gioco ci sono interventi attesi da anni in diversi territori abruzzesi, con ricadute su quartieri urbani, mobilità, edilizia residenziale e spazi pubblici.

Tra gli esempi citati c’è anche la riqualificazione di Borgomarino Sud e di un tratto del lungomare Cristoforo Colombo a Pescara, opere che rientrano nel quadro degli investimenti programmati. Ma il problema, se confermato, non riguarderebbe un singolo Comune: avrebbe effetti su un numero ampio di amministrazioni, comprese quelle della fascia adriatica più vicina al comprensorio giuliese.

Annunciata un’interpellanza in Consiglio regionale

Sulla vicenda il gruppo del Partito Democratico ha annunciato la presentazione di un’interpellanza in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti alla Giunta. L’obiettivo dichiarato è ottenere un quadro aggiornato sullo stato delle pratiche e sollecitare ogni passaggio utile, sia sul piano amministrativo sia nei rapporti con il ministero, per evitare la perdita delle risorse.

Per i Comuni della costa teramana e per l’intero Abruzzo si tratta di una partita importante. In territori che attendono da tempo opere di riqualificazione e miglioramento dei servizi, l’eventuale definanziamento rappresenterebbe un duro colpo. Le prossime settimane saranno dunque decisive per capire se i fondi potranno ancora essere salvati oppure se una parte degli interventi resterà soltanto sulla carta.