A poche ore di distanza due nuovi incidenti in impianti che lavorano con materiali esplosivi hanno riacceso l’attenzione anche in Abruzzo sul tema della sicurezza industriale. Il caso più vicino al territorio riguarda Casalbordino, dove nello stabilimento ex Esplodenti Sabino, oggi Arca Defense Italy, si è verificata una deflagrazione con un morto e un ferito grave. Il giorno precedente un’altra tragedia aveva colpito Borgorose, nel Reatino, con due vittime.

Si tratta di episodi distinti, avvenuti in aziende con attività diverse, ma accomunati dall’elevato livello di rischio e da una drammatica vicinanza temporale. Una sequenza che, anche per chi vive tra Giulianova, la costa teramana e il resto dell’Abruzzo, riporta al centro il confronto sulla prevenzione nei siti produttivi classificati come pericolosi.

Il nuovo incidente a Casalbordino

L’ultimo episodio è avvenuto il 9 luglio nello stabilimento di Casalbordino, in provincia di Chieti. Il bilancio è di una vittima e di un lavoratore rimasto gravemente ferito. L’impianto, storicamente noto come Esplodenti Sabino, negli ultimi anni è passato sotto il controllo di Arca Defense Italy, società italiana collegata a un gruppo turco attivo nel comparto della difesa.

Il sito abruzzese è specializzato nelle operazioni legate al trattamento e alla disattivazione di munizionamento militare. Dopo il cambio di proprietà, circa 65 dipendenti erano rientrati al lavoro. Proprio su questo stabilimento, però, resta aperta da tempo una forte discussione pubblica, alla luce dei precedenti incidenti e dei progetti di sviluppo produttivo.

I precedenti e la coincidenza con Borgorose

La nuova esplosione di Casalbordino arriva a distanza ravvicinata da quanto accaduto l’8 luglio alla Pirotecnica Mattei di Borgorose, al confine con la Marsica, dove hanno perso la vita due persone, madre e figlio. Anche in quel caso si trattava di un impianto ad alto rischio, legato alla produzione e allo stoccaggio di materiale pirotecnico.

La coincidenza temporale richiama quanto già accaduto nel 2023. Il 21 luglio di quell’anno un’esplosione alla Pirotecnica Mattei provocò tre morti. Poco meno di due mesi dopo, il 13 settembre 2023, un’altra deflagrazione a Casalbordino costò la vita a tre operai. Nel caso dell’impianto abruzzese, considerando anche il grave incidente del 2020, il numero complessivo delle vittime sale a sette nel periodo compreso tra il 2020 e il 2026.

Per la Pirotecnica Mattei, invece, il totale delle persone morte tra il 2023 e il 2026 arriva a cinque. Un bilancio pesantissimo che supera i confini provinciali e regionali e coinvolge direttamente l’Abruzzo anche perché le vittime degli incidenti avvenuti a Borgorose erano abruzzesi, della famiglia Colle di Avezzano.

Le richieste di controlli e lo scontro sul futuro del sito

Dopo l’esplosione di Casalbordino sono tornate a farsi sentire voci critiche da parte di movimenti politici, associazioni ambientaliste e sigle sindacali. Al centro delle contestazioni ci sono i protocolli di vigilanza, le autorizzazioni connesse alla normativa per gli impianti a rischio rilevante e, più in generale, la tenuta del sistema dei controlli.

Tra gli interventi pubblici, Maurizio Acerbo ha chiesto che non vengano concesse ulteriori autorizzazioni per nuove attività produttive nello stabilimento e ha sollecitato una soluzione alternativa per i lavoratori. Sulla stessa linea il Forum H2O, che ha parlato di un quadro complessivo allarmante, citando il numero di morti registrato in rapporto agli occupati del sito.

Le posizioni espresse in queste ore insistono su un punto preciso: dopo ripetuti incidenti, la priorità deve essere la tutela del personale e del territorio. Un tema che tocca da vicino tutta la regione, e che interessa anche le comunità del Teramano e di Giulianova quando si discute di sicurezza sul lavoro, insediamenti industriali e controlli pubblici.

Sciopero e presidio il 13 luglio

Intanto l’USB ha annunciato per lunedì 13 luglio uno sciopero nei turni delle aziende del settore privato della provincia di Chieti, con l’esclusione delle attività soggette alla disciplina specifica prevista dalla legge. Nella stessa giornata è stato convocato anche un sit-in di protesta davanti alla ex Esplodenti Sabino, con inizio alle 10.

La mobilitazione punta a richiamare l’attenzione sulle morti sul lavoro e sul rischio connesso alle produzioni legate agli esplosivi. Dopo i fatti di questi giorni, il dibattito resta aperto e si concentra su un interrogativo destinato a pesare ancora a lungo: come garantire occupazione e sicurezza in stabilimenti dove ogni errore può trasformarsi in tragedia.

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