Intervento in quota nel tardo pomeriggio sul Gran Sasso, dove una donna tedesca impegnata in un’uscita verso il Corno Grande è rimasta ferita dopo una caduta lungo il tracciato della via normale. L’episodio si è verificato nella parte alta dell’itinerario, non lontano dalla vetta, a una quota di circa 2.850 metri.
La zona, molto frequentata dagli appassionati di montagna anche dalla provincia di Teramo e dalla costa giuliese, richiede attenzione particolare soprattutto nei passaggi più esposti. La donna, nata nel 1970, non è più riuscita a proseguire con le proprie forze dopo essere scivolata per diversi metri. A dare l’allarme è stato il compagno di escursione, che ha permesso l’avvio immediato della macchina dei soccorsi.
Caduta sulla via normale del Corno Grande
Secondo quanto ricostruito, l’escursionista stava percorrendo il tratto sommitale della via normale quando ha perso l’equilibrio ed è precipitata per circa quindici metri lungo il percorso. La caduta le avrebbe provocato lesioni importanti, tra cui un trauma alla testa e un trauma al bacino, condizioni che hanno reso impossibile il rientro autonomo.
La richiesta di aiuto è arrivata in un contesto ambientale complesso, per quota e posizione. In simili situazioni la tempestività della segnalazione è determinante, perché consente agli operatori di localizzare il punto dell’incidente e scegliere la modalità di recupero più adatta. L’area interessata si trova in uno dei settori più alti e delicati del massiccio, dove anche un normale spostamento può diventare complicato in presenza di una persona ferita.
Elisoccorso e 118 sul posto
Per raggiungere l’alpinista è stato attivato l’elisoccorso dell’Aquila. A bordo erano presenti l’equipe sanitaria del 118 e il tecnico di elisoccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Una volta arrivati sul punto indicato, i soccorritori hanno effettuato la valutazione delle condizioni della donna e hanno provveduto alla stabilizzazione necessaria prima del trasporto.
Il recupero è avvenuto con l’impiego del verricello, soluzione indispensabile quando il terreno non consente un atterraggio sicuro o quando la persona da soccorrere si trova in una posizione difficilmente raggiungibile a piedi. L’escursionista è stata quindi trasferita all’ospedale dell’Aquila, dove è stata affidata ai medici per gli accertamenti e le cure del caso.
Secondo intervento in due giorni sul massiccio
Quello registrato sul Corno Grande è il secondo intervento in due giorni per il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo nella stessa area montana. Il dato conferma quanto il Gran Sasso, meta abituale per escursionisti e alpinisti provenienti anche dal Teramano, richieda preparazione, equipaggiamento adeguato e prudenza nella scelta degli itinerari.
La via normale del Corno Grande è uno dei percorsi più conosciuti per raggiungere la cima, ma nella parte finale presenta tratti che possono diventare impegnativi, soprattutto in caso di stanchezza, condizioni meteo variabili o terreno instabile. Le operazioni di soccorso si sono concluse grazie al coordinamento tra equipaggio di volo, personale sanitario e tecnici specializzati, che hanno garantito il recupero della donna in sicurezza.







