Si è svolto questa mattina nel tribunale di Sulmona l’interrogatorio di garanzia nei confronti delle tre persone finite in carcere nell’ambito dell’inchiesta sull’allontanamento di due sorelle minorenni da una casa famiglia. Le ragazze erano state rintracciate a Formia dopo circa due settimane di ricerche.
Il confronto davanti al giudice è durato complessivamente circa cinque ore. Gli indagati, ascoltati separatamente, sono la madre delle minori, Valentina D’Acunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito, e il nonno delle ragazze, Marco D’Acunto. La vicenda è seguita con attenzione anche in Abruzzo, dove si sono svolti passaggi giudiziari e trasferimenti dagli istituti penitenziari coinvolti, tra cui quello di Teramo.
Le domande del giudice e il nodo della permanenza a Formia
Nel corso dell’interrogatorio il gip ha cercato di ricostruire i punti ancora poco chiari dell’allontanamento dalla struttura in cui le due minori erano ospitate. Tra gli aspetti al centro delle domande ci sarebbe anche il ruolo della località laziale in cui le ragazze sono state trovate: gli inquirenti intendono capire se Formia fosse la destinazione finale o soltanto una tappa intermedia di un piano più ampio.
Un altro fronte riguarda le comunicazioni. L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata anche sulle schede telefoniche utilizzate durante il periodo di irreperibilità e sull’eventuale presenza di altre persone coinvolte nell’organizzazione o nel sostegno logistico dell’allontanamento.
Tre persone in carcere e una quarta indagata
Le tre persone ascoltate dal giudice sono accusate di sequestro di persona aggravato. Il fermo era scattato lunedì all’alba, poche ore dopo il ritrovamento delle due ragazze. Oltre ai tre indagati detenuti, nel fascicolo figura anche una quarta persona, una parente acquisita della madre, che avrebbe ospitato le minori nella propria abitazione durante una parte del periodo in cui erano lontane dalla casa famiglia. Per lei la posizione è al momento a piede libero.
All’interrogatorio erano presenti i difensori. Valentina D’Acunto è assistita dagli avvocati Luca Cupolino ed Enrico Mastantuono, mentre quest’ultimo segue anche le posizioni di Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto.
Trasferimenti dagli istituti penitenziari e decisione del gip
Per comparire davanti al gip, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto sono stati accompagnati dal carcere di Sulmona. Valentina D’Acunto, invece, è stata trasferita dal penitenziario di Teramo. Al termine degli interrogatori, intorno alle 14.30, il giudice si è ritirato per valutare la convalida dei provvedimenti restrittivi e la permanenza della custodia cautelare in carcere.
Gli accertamenti non si fermano all’episodio più recente. Dagli atti emerge che già nel 2024 si sarebbe verificato un precedente tentativo di allontanamento delle minori dalla struttura in cui erano collocate. Anche questo elemento è ritenuto utile per ricostruire il contesto familiare e i rapporti tra le persone coinvolte.
Le condizioni delle ragazze dopo il ritrovamento
Dopo il ritrovamento, le due sorelle sono state trasferite in una nuova casa famiglia. Il sindaco di Cassino le ha incontrate e, parlando con la stampa, ha riferito di averle trovate provate ma in condizioni emotive più serene. Le ragazze avrebbero manifestato il desiderio di ritrovare tranquillità e di restare lontane dall’attenzione pubblica.
La priorità, in questa fase, resta la tutela delle minori. Le indagini proseguono per chiarire tempi, spostamenti, contatti e responsabilità nella vicenda, mentre la decisione del giudice sui provvedimenti cautelari rappresenta il prossimo passaggio giudiziario atteso.


