Il tema delle discariche previste nell’area di Grasciano entra con forza nel dibattito istituzionale della costa teramana. Il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi, riunito il 18 giugno, ha approvato una posizione unitaria contro i due progetti localizzati nel territorio di Notaresco, a poca distanza da zone agricole, residenziali e turistiche che interessano anche il comprensorio rosetano.
La decisione è arrivata con un voto unanime dell’aula, su una mozione sostenuta in modo trasversale dalle forze politiche. Alla seduta hanno preso parte anche rappresentanti dell’Osservatorio Val Tordino e il vicepresidente della Provincia di Teramo, a conferma di una questione che supera i confini amministrativi del singolo Comune e riguarda una porzione significativa del territorio teramano.
Due impianti previsti nell’area di Grasciano
Al centro della discussione ci sono due proposte di discarica nell’area di Grasciano, frazione del Comune di Notaresco. Una riguarda la località Casette di Grasciano e prevede una capacità indicata in circa 1,17 milioni di metri cubi. L’altra, sempre nella stessa zona, supererebbe i 500mila metri cubi.
Numeri che hanno alimentato la preoccupazione degli amministratori rosetani, soprattutto per la vicinanza dell’area a un territorio caratterizzato da attività agricole, insediamenti abitativi e una forte relazione con il turismo della costa. La posizione espressa dal Consiglio comunale punta quindi a richiamare l’attenzione degli enti competenti sulla necessità di un esame approfondito dei progetti e delle possibili ricadute ambientali.
Richiesta urgente alla Commissione di Vigilanza regionale
Con l’atto approvato, Roseto degli Abruzzi sollecita la Regione Abruzzo a convocare con urgenza la Commissione di Vigilanza. L’obiettivo è portare formalmente all’attenzione dell’organismo regionale i due interventi ipotizzati a Grasciano, chiedendo una valutazione puntuale dei profili legati alla tutela del territorio.
La mozione impegna inoltre il sindaco Mario Nugnes e la Giunta comunale ad attivarsi nelle sedi istituzionali per difendere aria, acqua, suolo e qualità della vita dei cittadini. Una linea che, secondo quanto emerso in aula, intende mantenere alta la vigilanza su procedimenti che potrebbero incidere su un’area vasta, comprendente non solo Notaresco ma anche il versante rosetano e la Val Tordino.
Una questione che riguarda la costa teramana
La presa di posizione di Roseto assume rilievo anche per i Comuni vicini, compresa Giulianova, dove le tematiche ambientali e la salvaguardia delle aree interne collegate alla costa sono da tempo al centro dell’attenzione pubblica. La vicinanza tra la fascia litoranea e le zone collinari rende infatti particolarmente sensibile ogni scelta legata alla gestione dei rifiuti e all’uso del suolo.
Il voto unanime del Consiglio rosetano segnala la volontà di costruire un fronte istituzionale ampio, capace di coinvolgere amministrazioni, organismi provinciali e realtà civiche già attive sul territorio. La richiesta alla Regione rappresenta ora il passaggio successivo: portare il dossier in Commissione di Vigilanza per chiarire i contenuti dei progetti, i passaggi autorizzativi e le eventuali criticità per l’ambiente e per le comunità locali.
Nei prossimi giorni l’attenzione resterà concentrata sulle risposte che arriveranno dall’Aquila e sulle iniziative che il Comune di Roseto potrà intraprendere insieme agli altri soggetti interessati. La vicenda, per dimensioni degli impianti ipotizzati e per la posizione dell’area coinvolta, è destinata a restare al centro del confronto pubblico nel territorio teramano.

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