La nuova procedura per il riconoscimento della disabilità sta mostrando criticità anche nei territori abruzzesi e molisani interessati dalla fase di prova. A segnalarlo è l’Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale, che ha analizzato i dati Inps relativi alle prestazioni di disabilità, evidenziando una riduzione delle richieste per invalidità e inabilità nelle province coinvolte dalla sperimentazione prevista dal decreto legislativo 62 del 2024.
Il tema riguarda da vicino anche il Teramano e la costa, dove famiglie, patronati, medici di base e servizi sociali sono spesso il primo punto di riferimento per chi deve avviare una pratica legata al riconoscimento dell’invalidità civile o di altre forme di tutela. Per molti cittadini di Giulianova e del territorio provinciale, la possibilità di presentare correttamente la domanda rappresenta un passaggio decisivo per accedere a prestazioni economiche, agevolazioni e percorsi assistenziali.
Il monitoraggio sui territori della sperimentazione
Secondo l’elaborazione diffusa dalla Cgil, basata su dati provenienti dalla Direzione centrale Salute e Prestazioni di disabilità dell’Inps, nelle quattro province prese in esame si registra un calo significativo delle istanze. Il sindacato interpreta questo andamento come un segnale da non sottovalutare, perché potrebbe indicare difficoltà concrete nell’utilizzo del nuovo sistema da parte dei cittadini o degli operatori che li assistono.
La riforma ha introdotto un percorso diverso rispetto al passato, con l’obiettivo dichiarato di rendere più organica la valutazione della condizione di disabilità. Tuttavia, nella fase applicativa, il cambiamento delle procedure può generare incertezze, soprattutto per le persone fragili o per chi non ha dimestichezza con strumenti digitali e passaggi amministrativi complessi.
Effetti possibili per famiglie e patronati
La diminuzione delle domande non viene letta dalla Cgil come un semplice dato statistico. Il timore è che una parte delle persone aventi diritto possa rinunciare, rimandare o incontrare ostacoli nella presentazione della richiesta. In un contesto come quello della provincia di Teramo, dove i servizi di prossimità hanno un ruolo centrale, eventuali rallentamenti o difficoltà procedurali rischiano di pesare in modo particolare sulle famiglie che seguono persone con disabilità, anziani non autosufficienti o soggetti con patologie invalidanti.
I patronati, tradizionalmente impegnati nell’assistenza per le pratiche previdenziali e socio-sanitarie, sono tra i soggetti chiamati a gestire il passaggio al nuovo sistema. Proprio per questo, il monitoraggio dell’andamento delle domande viene considerato importante per capire se la riforma stia funzionando o se siano necessari correttivi.
La richiesta di attenzione sulle procedure
La Cgil chiede che i dati vengano valutati con attenzione e che l’applicazione della riforma non si traduca in una riduzione dell’accesso ai diritti. Il nodo, secondo il sindacato, non è soltanto tecnico: dietro ogni domanda mancata o rinviata possono esserci persone che attendono un riconoscimento formale necessario per ricevere sostegni e servizi.
Nei prossimi mesi sarà quindi decisivo verificare se il calo registrato nelle province della sperimentazione sia un fenomeno temporaneo, legato alla fase di avvio, oppure un problema strutturale. Per il territorio abruzzese e per l’area teramana, il confronto tra istituzioni, Inps, organizzazioni sindacali, medici e reti di assistenza potrà contribuire a individuare eventuali criticità e a garantire che le nuove regole non diventino un ostacolo per i cittadini più fragili.

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