La Procura di Teramo ha presentato una nuova richiesta di archiviazione nell’inchiesta sull’uccisione di Libero Masi ed Emanuela Chelli, la coppia trovata senza vita nella propria abitazione di Nereto nel giugno del 2005. Si tratta di uno dei fatti di cronaca più gravi e irrisolti della Val Vibrata, una vicenda che per oltre vent’anni ha attraversato piste investigative diverse senza arrivare a un responsabile certo.

L’istanza arriva al termine di un ulteriore approfondimento investigativo avviato dopo la riapertura del fascicolo circa un anno fa. Gli accertamenti sono stati svolti dai carabinieri del reparto operativo, che hanno eseguito nuove verifiche, tra cui perquisizioni e analisi di dispositivi informatici, nel tentativo di chiarire elementi rimasti in sospeso.

Nuovi accertamenti sul caso di Nereto

Secondo quanto emerso, gli investigatori hanno raccolto nuovamente testimonianze e informazioni per verificare una possibile ricostruzione alternativa del delitto avvenuto nella villa della coppia nella notte tra l’1 e il 2 giugno 2005. Al centro degli approfondimenti ci sarebbe stata anche l’ipotesi che l’autore dell’aggressione potesse appartenere alla cerchia delle conoscenze dell’avvocato, persona nel frattempo deceduta.

Il nuovo passaggio della Procura, firmato dal procuratore Ettore Picardi e dal sostituto Stefano Giovagnoni, riporta quindi il fascicolo davanti al giudice per le valutazioni del caso. Se la richiesta dovesse essere accolta, l’indagine verrebbe nuovamente chiusa, salvo eventuali futuri elementi inediti.

Le piste seguite negli anni dalla Procura di Teramo

Nel corso del tempo, l’inchiesta ha seguito più direzioni. In una prima fase, l’attenzione si era concentrata sull’ipotesi di una rapina degenerata in omicidio, anche in relazione a una somma di denaro che l’avvocato aveva incassato poco prima della tragedia. Successivamente, però, quel filone ha perso consistenza quando è emerso che il denaro era stato ritrovato.

Un altro scenario investigativo aveva richiamato un delitto avvenuto all’estero con modalità ritenute simili. Anche in quel caso, però, gli approfondimenti non portarono a risultati utili, perché la persona finita sotto osservazione risultò non trovarsi in Italia al momento dei fatti.

Negli anni erano già state archiviate anche altre posizioni, comprese quelle di alcuni soggetti abruzzesi comparsi nell’inchiesta in momenti diversi. Tra questi, persone indicate in passato da dichiarazioni poi considerate inattendibili dall’autorità giudiziaria.

Un caso rimasto aperto nella memoria della Val Vibrata

Il duplice omicidio di Nereto continua a rappresentare una ferita ancora aperta per il territorio teramano. La brutalità dell’aggressione, compiuta con un’arma da taglio all’interno della casa dei coniugi, ha segnato profondamente la comunità locale e l’intera provincia di Teramo. A distanza di quasi ventuno anni, il caso resta senza una verità giudiziaria definitiva.

La nuova richiesta di archiviazione riporta dunque in primo piano una storia che ha attraversato decenni di indagini, sospetti e verifiche. Per il territorio della Val Vibrata e per chi segue da anni le principali vicende di cronaca della provincia, si tratta di un nuovo snodo in un procedimento rimasto irrisolto nonostante i molti tentativi di individuare i responsabili.

Cosa succede ora nell’inchiesta sul duplice omicidio

Il prossimo passaggio riguarda la decisione del giudice sulla richiesta formulata dalla Procura di Teramo. Solo dopo questo esame si capirà se il procedimento verrà effettivamente archiviato ancora una volta oppure se potranno esserci ulteriori sviluppi. Al momento, però, l’esito degli ultimi accertamenti non avrebbe fornito elementi sufficienti per sostenere nuove contestazioni penali.

Per la cronaca teramana, e in particolare per la Val Vibrata, il delitto Masi resta uno dei casi simbolo rimasti senza soluzione. La nuova iniziativa della magistratura potrebbe segnare un altro punto fermo in una lunga vicenda giudiziaria cominciata nel 2005 e mai davvero uscita dall’attenzione pubblica.