Resta alta la tensione attorno alla vertenza Dayco, che interessa da vicino anche la provincia di Teramo per la presenza dello stabilimento di Colonnella. Il confronto svolto nella mattinata di oggi nella sede di Confindustria a Pescara non ha prodotto l’intesa attesa dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali. La mobilitazione, già avviata, proseguirà quindi secondo il calendario annunciato.
Per il territorio teramano, e in particolare per la Val Vibrata, la vicenda viene seguita con attenzione perché riguarda uno dei presidi produttivi collegati alla filiera automotive abruzzese. Lo stabilimento di Colonnella è infatti inserito in un quadro aziendale più ampio che comprende anche i siti di Manoppello e Chieti Scalo.
Incontro senza svolta nella sede di Confindustria
La riunione di oggi ha visto seduti allo stesso tavolo le Rsu delle principali organizzazioni sindacali e i vertici statunitensi del gruppo. Il confronto arrivava dopo una lunga giornata di discussione già consumata ieri e dopo le prime iniziative di sciopero decise dai lavoratori.
Al centro della vertenza c’è la scelta aziendale di procedere alla cessione di un ramo d’impresa. Una decisione che, secondo le rappresentanze dei lavoratori, si inserisce in un percorso poco chiaro, avviato dopo un cambio societario avvenuto ad aprile e percepito dalle maestranze come scarsamente condiviso.
Timori per circa cento posti di lavoro
La preoccupazione principale riguarda le ricadute occupazionali. Nel perimetro dei tre stabilimenti abruzzesi sarebbero coinvolti circa cento lavoratori, con possibili conseguenze su famiglie e indotto. A rendere più delicato il quadro è il fatto che, sempre secondo quanto sostenuto dai sindacati, l’azienda non si troverebbe in una condizione di crisi produttiva tale da giustificare un’operazione percepita come penalizzante.
Dayco opera in settori legati alla componentistica per veicoli, alla produzione di semilavorati, alle cinghie dentate e ad attività di ricerca connesse anche alla mobilità elettrica. Proprio questa collocazione industriale rende la vertenza particolarmente significativa per l’Abruzzo, dove la manifattura automotive continua a rappresentare un comparto strategico.
Sciopero confermato oggi e nuove date a fine giugno
Dopo l’esito negativo del confronto, i lavoratori hanno confermato la prosecuzione dello stato di agitazione. Lo sciopero in corso nella giornata di oggi andrà avanti fino alla mezzanotte, mentre ulteriori astensioni dal lavoro sono previste per il 27 e il 28 giugno.
Le rappresentanze sindacali chiedono all’azienda un passo indietro o comunque garanzie più solide sul futuro degli stabilimenti e sull’occupazione. Dalla controparte, però, non sarebbero arrivati segnali di apertura sufficienti a modificare il quadro. La società avrebbe ribadito la volontà di proseguire lungo la strada già delineata.
Una vertenza osservata anche dalla costa teramana
La situazione Dayco non riguarda soltanto i lavoratori direttamente coinvolti. Da Giulianova alla Val Vibrata, passando per il resto della provincia di Teramo, ogni vertenza industriale con ricadute occupazionali viene osservata con attenzione dalle comunità locali. Il nodo resta ora capire se nei prossimi giorni ci saranno nuovi spazi di mediazione oppure se il confronto resterà bloccato sulle posizioni emerse nelle ultime ore.
Per il momento, la mobilitazione continua e i sindacati mantengono aperto il presidio della trattativa. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte concrete sul futuro dei siti abruzzesi e sulle garanzie per i dipendenti coinvolti.

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