L’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara avvia una nuova fase sul fronte dell’innovazione digitale con la costituzione di un centro di ateneo dedicato all’intelligenza artificiale. Una scelta che guarda alla ricerca, alla didattica e all’organizzazione interna dell’università, con possibili ricadute anche per il sistema produttivo e istituzionale abruzzese, compreso il territorio teramano e la costa, dove molti studenti e professionisti seguono con attenzione l’evoluzione dei servizi universitari regionali.

Il progetto è stato presentato dai vertici dell’ateneo come parte di una strategia più ampia per introdurre strumenti di IA, anche generativa, in modo coordinato e regolato. L’obiettivo dichiarato è evitare un utilizzo frammentario delle nuove tecnologie e costruire invece un percorso comune, fondato su formazione, infrastrutture adeguate e principi etici.

Un centro multidisciplinare per ricerca e formazione

Il nuovo Centro di Ateneo per l’Intelligenza Artificiale sarà pensato come struttura trasversale, capace di mettere in relazione competenze provenienti da ambiti diversi. Non si tratterà quindi di un presidio limitato alle sole discipline informatiche, ma di un luogo di confronto tra aree scientifiche, tecnologiche, mediche, economiche, sociali, giuridiche e umanistiche.

Tra le funzioni previste rientrano la promozione di progetti di ricerca di base e applicata, lo sviluppo di soluzioni e modelli basati sull’intelligenza artificiale, il sostegno a iniziative interdisciplinari e la creazione di percorsi di alta formazione. L’ateneo intende inoltre favorire il trasferimento tecnologico verso imprese, pubbliche amministrazioni e realtà interessate a introdurre strumenti digitali avanzati nei propri processi.

Linee guida per studenti, docenti e personale

Accanto alla nascita del centro, l’università ha previsto anche un gruppo di lavoro interdisciplinare incaricato di definire indicazioni operative per l’intera comunità accademica. Le linee guida dovranno orientare l’uso dell’intelligenza artificiale da parte di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, con particolare attenzione alla protezione dei dati, alla trasparenza e alla responsabilità nell’impiego degli strumenti digitali.

Un punto centrale riguarda l’accesso alle tecnologie. L’ateneo punta infatti a dotarsi di licenze istituzionali centralizzate, così da ridurre il ricorso ad account personali per attività che possono coinvolgere informazioni riservate. È prevista anche l’attivazione di un insegnamento online sull’intelligenza artificiale, aperto agli studenti dell’università, con l’intento di diffondere competenze di base e consapevolezza critica.

Dalla didattica alle segreterie: le applicazioni previste

La strategia dell’università guarda a diversi campi di applicazione. Nella didattica potranno essere introdotti assistenti virtuali per il tutoraggio, strumenti di supporto alla traduzione per gli studenti internazionali e sistemi di analisi delle carriere universitarie utili a individuare situazioni di difficoltà e prevenire l’abbandono degli studi.

Sul versante della ricerca, l’intelligenza artificiale potrà essere impiegata per il calcolo scientifico, l’analisi della letteratura accademica e il supporto nella gestione di bandi e progetti finanziati a livello nazionale ed europeo. Anche l’amministrazione sarà coinvolta, con l’ipotesi di chatbot per le segreterie studenti e per l’accoglienza del personale, oltre a strumenti per semplificare flussi documentali e procedure interne.

Attenzione agli aspetti etici e al ruolo umano

Durante la presentazione è stato ribadito che l’adozione dell’intelligenza artificiale dovrà procedere insieme a una valutazione costante dei suoi effetti. L’università intende raccogliere in modo strutturato osservazioni e necessità della comunità accademica, così da aggiornare il piano in base all’evoluzione tecnologica e normativa.

Il rettore Liborio Stuppia ha indicato l’IA generativa come una delle trasformazioni più rilevanti del presente, sottolineando però la necessità di una guida etica. Secondo l’impostazione dell’ateneo, gli strumenti digitali dovranno sostenere creatività, giudizio critico e capacità di analisi, senza sostituire la valutazione umana. La professoressa Francesca Scozzari, delegata ai sistemi informatici, ha evidenziato il valore culturale del percorso, oltre a quello tecnologico, indicando il nuovo centro come spazio di collaborazione tra competenze diverse.

Per l’Abruzzo universitario si apre dunque un cantiere che potrà incidere non solo sui campus di Chieti e Pescara, ma anche sul rapporto tra formazione, innovazione e territori. Un tema che interessa da vicino anche gli studenti della provincia di Teramo, le imprese locali e le amministrazioni che guardano alla digitalizzazione dei servizi.

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