Un appuntamento culturale di rilievo regionale attende anche il pubblico della costa teramana nel fine settimana: sabato 27 giugno, alle 17.30, Dacia Maraini sarà al Cinema Massimo di Pescara per incontrare gli spettatori in occasione della presentazione del documentario Dacia, vita mia – dialoghi giapponesi. Con lei ci sarà la regista Izumi Chiaraluce, autrice del film, che firma il suo primo lungometraggio dopo un percorso nel campo delle arti visive.
L’iniziativa, a ingresso libero, rappresenta il momento conclusivo della quarta edizione del Festival Giappone Abruzzo Cinema, rassegna che mette in relazione linguaggi cinematografici, cultura orientale e percorsi artistici legati al territorio abruzzese. Per chi parte da Giulianova, Roseto e dagli altri centri della provincia di Teramo, l’incontro offre l’occasione di partecipare a una proiezione speciale con la presenza diretta della protagonista e della cineasta.
Il racconto di una vita tra letteratura, infanzia e Giappone
Il documentario ripercorre pagine decisive della biografia di Dacia Maraini, soffermandosi in particolare sull’esperienza vissuta in Giappone durante l’infanzia, quando la scrittrice e la sua famiglia furono internate nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Quel passaggio doloroso, spesso ricordato dall’autrice nelle sue opere e negli incontri pubblici, diventa nel film una chiave per riflettere sulla memoria, sulla resistenza interiore e sulla capacità di trasformare il trauma in consapevolezza.
Izumi Chiaraluce costruisce il racconto mettendo in dialogo la voce di Maraini con materiali d’archivio, immagini familiari e tracce visive che restituiscono il legame con il Giappone. Nel film trovano spazio fotografie realizzate dalla stessa scrittrice e dal padre Fosco Maraini, antropologo e fotografo, insieme a riprese in Super 8 e a disegni della regista. Ne nasce un percorso intimo, ma anche aperto a temi universali, dalla solidarietà alla libertà delle scelte, fino al valore dell’ascolto tra generazioni.
Una biografia femminile nel panorama del documentario italiano
La presenza di Dacia, vita mia – dialoghi giapponesi assume un significato particolare anche nel contesto della produzione documentaristica italiana. Nel 2026 sono stati numerosi i documentari in corsa per i David, ma le opere dirette da donne e le biografie dedicate a figure femminili viventi sono rimaste una minoranza. In questo quadro, il film su Maraini si distingue per il peso culturale della protagonista e per la prospettiva personale con cui viene affrontata una vicenda che unisce storia privata e storia del Novecento.
La scrittrice, tra le voci più riconosciute della letteratura italiana contemporanea, si racconta in prima persona affrontando passaggi noti e aspetti meno frequentati della propria esperienza artistica e umana. Il documentario amplia inoltre il racconto attraverso contributi di personalità del cinema, della letteratura e dell’arte, tra cui Liliana Cavani, Giuseppe Tornatore, Roberto Faenza, Donatella Di Pietrantonio, Paolo Di Paolo, Igiaba Scego, Giorgio Amitrano, Luigi Ontani e Alvin Curran.
Dalla Festa di Roma ai premi milanesi
Prima dell’arrivo a Pescara, il film era stato presentato nell’ottobre 2025 alla Festa del Cinema di Roma, con appuntamenti al Maxxi e al Cinema Giulio Cesare. Il percorso festivaliero è proseguito anche a Milano, nell’ambito di Sguardi Altrove, dove l’opera ha ottenuto due riconoscimenti: il premio della critica assegnato con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e il premio dei docenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti.
L’incontro al Cinema Massimo permetterà al pubblico abruzzese di ascoltare direttamente Dacia Maraini e Izumi Chiaraluce prima della proiezione. Un momento pensato non solo come presentazione cinematografica, ma anche come occasione di confronto su memoria, scrittura, identità e relazioni culturali tra Italia e Giappone.
Ingresso gratuito e chiusura del festival
La partecipazione all’evento è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili. L’appuntamento di sabato pomeriggio chiude il programma della quarta edizione del Festival Giappone Abruzzo Cinema, confermando Pescara come punto di riferimento regionale per iniziative capaci di richiamare spettatori anche dalla provincia di Teramo e dalla fascia costiera che va da Giulianova a Pineto.

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