Si chiude, almeno per ora, la fase di tensione che aveva interessato il personale dei servizi CUP collegati alla Asl di Teramo. Al termine di un confronto istituzionale svoltosi in Prefettura, le sigle sindacali FILCAMS CGIL Teramo e FISASCAT CISL Abruzzo Molise hanno annunciato il ritiro dello stato di agitazione, alla luce di una serie di impegni assunti su organizzazione del lavoro, orari, sicurezza operativa e prospettive contrattuali.
La vertenza riguarda un servizio essenziale anche per molti utenti della provincia di Teramo, compresi i cittadini di Giulianova e della costa teramana che ogni giorno si rivolgono agli sportelli del Centro unico di prenotazione per esami, visite e prestazioni sanitarie. Il confronto si è svolto con la partecipazione dei rappresentanti dell’Azienda Consortile CUP Abruzzo, della Asl di Teramo, delle organizzazioni sindacali e della Prefettura.
Impegni su contratti e aumento stabile delle ore
Uno dei punti centrali emersi dal tavolo riguarda il ricorso frequente al lavoro supplementare. Su questo fronte è stato concordato l’avvio di un percorso specifico per verificare l’aumento strutturale delle ore contrattuali per il personale a tempo indeterminato che ne ha fatto richiesta. Il primo incontro dedicato a questo tema è stato fissato per il 9 luglio, con l’obiettivo di definire incrementi stabili che, secondo quanto comunicato dai sindacati, dovrebbero decorrere da ottobre 2026.
Per le organizzazioni dei lavoratori si tratta di un passaggio importante, perché punta a trasformare in assetto più stabile una parte dell’attività oggi coperta con prestazioni aggiuntive. Un tema che tocca direttamente la qualità del lavoro e, di riflesso, anche la continuità del servizio reso all’utenza.
Turni comunicati in anticipo e nuovo assetto dal 15 luglio
Tra gli aspetti affrontati c’è anche la pianificazione dei turni. Nel corso del confronto è stata contestata la prassi di rendere noti gli orari operativi con tempi troppo stretti, creando difficoltà nella gestione della vita familiare e personale dei dipendenti. L’azienda si è impegnata ad adottare, dal 15 luglio 2026, una programmazione su due settimane, con comunicazione anticipata.
La modifica, se attuata nei tempi previsti, dovrebbe garantire una maggiore organizzazione del lavoro e condizioni più sostenibili per il personale impegnato negli sportelli e nelle attività collegate al CUP.
Cassa, resto agli utenti e ipotesi smart working
Nel verbale del confronto trova spazio anche il tema della gestione del contante. È stata prevista una verifica nelle diverse sedi per valutare eventuali criticità legate al fondo cassa, con la possibilità di portarlo fino a 200 euro nei presidi dove risulti necessario agevolare il resto agli utenti. La soluzione definitiva, secondo quanto emerso, resta comunque quella dell’introduzione delle casse automatiche, già prevista negli impegni legati all’appalto.
Altro punto affrontato è quello del lavoro da remoto per il personale della sede di Treglio. La Asl di Teramo avrebbe manifestato disponibilità ad attivare questa modalità una volta superati i problemi tecnici connessi alla tutela dei dati sensibili e ai sistemi di sicurezza informatica. Si tratta dunque di un’apertura, ma subordinata alla risoluzione degli aspetti legati a privacy e protezione delle connessioni.
I sindacati: accordo positivo, ma attenzione alta
Nel corso della riunione l’azienda ha inoltre espresso scuse formali per le criticità registrate nei rapporti sindacali. Le sigle dei lavoratori, pur prendendo atto dei passi avanti, hanno precisato che la revoca dello stato di agitazione non rappresenta la conclusione della vicenda. Il controllo sull’attuazione degli impegni, spiegano, proseguirà nelle prossime settimane.
Resta inoltre separato il capitolo delle eventuali iniziative nelle sedi competenti rispetto a comportamenti ritenuti antisindacali o discriminatori nei confronti di dipendenti che avevano aderito alla mobilitazione. Su questo versante i sindacati hanno chiarito di riservarsi ogni valutazione.
Per il territorio teramano, e quindi anche per l’utenza che si muove da Giulianova verso i servizi sanitari provinciali, la notizia più immediata è che non ci saranno al momento ulteriori azioni di protesta. La trattativa, però, entra adesso nella fase decisiva: quella della verifica concreta degli impegni annunciati davanti alla Prefettura.

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