Il progetto del nuovo impianto per la cremazione previsto a Pescara entra nel dibattito politico comunale, ma la questione supera i confini cittadini e interessa anche l’area teramana, Giulianova compresa. In Abruzzo, infatti, l’assenza di una struttura operativa costringe da anni molte famiglie a rivolgersi a impianti fuori regione, con disagi organizzativi e costi aggiuntivi in un momento già complesso.
Il futuro Tempio della Cremazione dovrebbe sorgere nell’area del cimitero di San Silvestro, a Pescara. Attorno all’opera si è aperto un confronto sulla formula di gestione: mantenerla totalmente pubblica oppure valutare il coinvolgimento di soggetti privati attraverso strumenti come il partenariato o il project financing.
L’interrogazione presentata al Comune di Pescara
A chiedere chiarimenti ufficiali sono i rappresentanti del movimento Pettinari per l’Abruzzo. Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea hanno annunciato un’interrogazione consiliare rivolta al sindaco e alla giunta pescarese per conoscere gli orientamenti dell’amministrazione sul futuro assetto gestionale della struttura.
La richiesta nasce dopo il confronto avvenuto in sede di Commissione consiliare Lavori Pubblici, dove sarebbe stata presa in considerazione anche l’ipotesi di un affidamento tramite forme di collaborazione con operatori privati. Una possibilità che il gruppo politico contesta, ritenendo l’impianto un servizio pubblico di rilevanza strategica.
Un servizio atteso anche dalla provincia di Teramo
Il tema riguarda da vicino anche il territorio teramano. Per i cittadini di Giulianova, Roseto, Tortoreto, Alba Adriatica e degli altri comuni della costa, la presenza di un impianto in Abruzzo potrebbe rappresentare un’alternativa più vicina rispetto alle strutture attualmente utilizzate fuori dai confini regionali.
La cremazione è una pratica sempre più richiesta e la mancanza di un impianto regionale ha finora imposto percorsi più lunghi alle famiglie e agli operatori del settore funerario. Per questo il progetto pescarese viene osservato con attenzione anche al di fuori del capoluogo adriatico, in particolare nelle province che non dispongono di servizi analoghi.
Il confronto tra gestione pubblica e privati
Secondo i consiglieri firmatari dell’atto, affidare la gestione a soggetti esterni potrebbe ridurre i benefici economici per il Comune. L’argomento posto al centro dell’interrogazione è proprio la destinazione delle future entrate: per il movimento, un’infrastruttura di questo tipo dovrebbe restare sotto controllo pubblico, così da garantire trasparenza amministrativa e ricadute dirette sulle casse dell’ente.
Tra le soluzioni indicate viene citato anche il modello in house, attraverso una società partecipata comunale. Una formula che, nelle intenzioni dei proponenti, consentirebbe al Comune di mantenere la regia del servizio e di valutare anche possibili effetti occupazionali legati alla nuova attività.
Nel ragionamento viene inserito anche un altro elemento: la crescita delle cremazioni potrebbe incidere, nel tempo, sulle tradizionali concessioni cimiteriali. Di conseguenza, secondo l’opposizione, il Comune dovrebbe considerare con attenzione l’equilibrio economico complessivo dei servizi cimiteriali prima di scegliere una formula che lasci a terzi una parte significativa dei proventi.
Le risposte attese dalla giunta
Con l’interrogazione, il gruppo Pettinari per l’Abruzzo chiede di sapere se siano già state svolte analisi economiche comparative tra gestione pubblica e gestione privata. Viene inoltre sollecitata una posizione netta sull’eventuale esclusione di affidamenti a operatori esterni per il Tempio della Cremazione.
Un ulteriore punto riguarda il timore di una possibile estensione delle logiche privatistiche all’intero comparto dei servizi cimiteriali comunali. La discussione approderà quindi in Consiglio comunale a Pescara, dove la giunta sarà chiamata a fornire indicazioni più precise su un’opera destinata ad avere effetti non solo sulla città, ma sull’intero Abruzzo costiero e interno.

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