Nuovo provvedimento in una struttura ricettiva della costa teramana, dove i controlli eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Teramo, con il supporto della Asl, hanno portato al divieto di utilizzo della piscina interna dell’albergo. L’intervento arriva al termine di ulteriori verifiche successive a una precedente ispezione già sfociata in sanzioni e sospensione dell’attività.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nell’area piscina sarebbero mancati sia alcuni atti obbligatori previsti dalla normativa sia il servizio di assistenza ai bagnanti. Da qui la decisione di interdire l’uso dell’impianto fino al completo adeguamento della struttura alle disposizioni vigenti.

Le verifiche dopo il primo intervento

La vicenda prende avvio da un primo controllo ispettivo effettuato nei mesi scorsi nella stessa attività alberghiera del litorale. In quella fase erano state riscontrate irregolarità legate al lavoro sommerso e ad aspetti relativi alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per questo era stato adottato un provvedimento di sospensione.

Successivamente, una volta completata la regolarizzazione dei dipendenti e adempiuti gli obblighi richiesti, la struttura aveva potuto riprendere l’attività. I controlli, però, sono proseguiti con ulteriori approfondimenti mirati, concentrati questa volta anche sulla conformità degli spazi destinati alla balneazione.

Documenti mancanti e assenza del bagnino

Nel corso del nuovo sopralluogo, i militari e il personale sanitario hanno rilevato la mancanza della documentazione prevista per la gestione della piscina e l’assenza degli addetti all’assistenza bagnanti. Si tratta di requisiti considerati essenziali per il funzionamento in sicurezza dell’impianto, soprattutto in un contesto aperto agli ospiti di una struttura alberghiera della costa.

Il divieto resterà in vigore fino a quando non saranno ripristinate tutte le condizioni richieste dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 e dal disciplinare attuativo regionale per gli esercizi alberghieri in Abruzzo, richiamato dagli organi di controllo.

Denuncia e sanzioni al termine degli accertamenti

Gli approfondimenti avrebbero inoltre fatto emergere altre violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Al termine dell’attività ispettiva, l’amministratore unico della società che gestisce l’hotel è stato denunciato.

Il quadro sanzionatorio complessivo è pesante: sono state contestate ammende per circa 10mila euro, a cui si aggiungono sanzioni amministrative per 18mila euro, per un importo totale vicino ai 28mila euro.

Un tema che riguarda anche il turismo della provincia

La vicenda richiama l’attenzione sul fronte dei controlli nelle strutture turistiche della provincia di Teramo, in un’area che comprende località ad alta presenza di visitatori come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Alba Adriatica. In piena stagione, la verifica del rispetto delle regole su sicurezza, servizi e lavoro resta un aspetto centrale per garantire standard adeguati nelle attività ricettive del territorio.

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