Il futuro degli stabilimenti balneari abruzzesi torna al centro del confronto politico regionale, con effetti diretti anche per la costa teramana, da Martinsicuro a Silvi, passando per Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica, Roseto degli Abruzzi e Pineto. Una proposta di legge presentata in Consiglio regionale punta a definire, attraverso una nuova ricognizione del litorale, se in Abruzzo la disponibilità di aree demaniali marittime possa essere considerata ancora sufficiente oppure no.
Il tema è quello delle concessioni balneari e dell’applicazione della direttiva europea Bolkestein, che da anni alimenta incertezze tra imprese, Comuni e operatori turistici. La proposta, firmata da Lorenzo Sospiri, Emiliano Di Matteo, Carla Mannetti e Gianpaolo Lugini, prova a costruire un percorso regionale fondato sulla verifica concreta degli spazi costieri disponibili, prima di decidere se procedere con le gare o consentire il mantenimento delle concessioni esistenti.
Una verifica regionale sulle aree occupate e libere
Il punto centrale del testo riguarda la mappatura del demanio marittimo. Secondo l’impostazione del provvedimento, il Dipartimento regionale competente dovrebbe aggiornare i dati sulle concessioni attive e sul rapporto tra tratti di spiaggia già assegnati e superfici ancora libere. La ricognizione avrebbe tempi definiti: entro 45 giorni dall’eventuale entrata in vigore della legge.
Il risultato di questo lavoro tecnico diventerebbe decisivo per i Comuni costieri. Se dalla verifica emergesse una disponibilità non limitata di arenili ancora concedibili, verrebbe meno, secondo l’impianto della proposta, il presupposto della scarsità della risorsa. In questo scenario gli enti locali potrebbero valutare la proroga delle concessioni già in essere, sempre dopo ulteriori controlli sugli aspetti di rilevanza europea e sulla presenza di eventuale interesse transfrontaliero.
Al contrario, se la mappatura dovesse indicare una condizione di effettiva scarsità, la strada sarebbe quella delle procedure pubbliche e competitive, con bandi e criteri coerenti con la normativa nazionale ed europea. Il testo prevede inoltre l’applicazione delle regole di legalità e l’esclusione dei soggetti che abbiano avuto precedenti provvedimenti di decadenza.
Il peso del comparto balneare sulla costa teramana
Per il territorio di Giulianova e per l’intera fascia litoranea della provincia di Teramo, la questione ha un rilievo economico evidente. Gli stabilimenti balneari rappresentano una parte importante dell’offerta turistica estiva e coinvolgono non solo i concessionari, ma anche personale stagionale, fornitori, attività ricettive, ristorazione, commercio e servizi collegati.
La maggioranza regionale sostiene la necessità di evitare un passaggio automatico alle gare senza una valutazione aggiornata della situazione abruzzese. L’obiettivo dichiarato è tutelare un modello economico fatto in larga parte da imprese familiari e investimenti maturati nel tempo, in un settore che contribuisce in modo significativo all’identità turistica delle località di mare.
La proposta si inserisce in un quadro particolarmente delicato per gli operatori balneari, che da anni attendono regole stabili. Sulla costa teramana il tema è seguito con attenzione anche dagli amministratori comunali, chiamati a gestire spiagge, servizi turistici, piani demaniali e rapporti con concessionari e utenti.
Il nodo dei possibili contenziosi
Resta però aperta una questione giuridica rilevante. Le precedenti pronunce dei giudici amministrativi e costituzionali hanno più volte limitato i tentativi regionali di intervenire sulle proroghe delle concessioni demaniali, considerando la materia strettamente collegata alla concorrenza. Proprio per questo, il percorso del progetto di legge potrebbe incontrare ostacoli e generare ricorsi.
Un altro punto sensibile riguarda il ruolo dei Comuni. Nel caso in cui la norma regionale venisse approvata, sindaci e dirigenti degli enti costieri sarebbero chiamati ad assumere decisioni operative sulla base della mappatura e delle verifiche richieste. Questo potrebbe esporre le amministrazioni locali a contestazioni da parte di imprese escluse, associazioni o altri soggetti interessati all’accesso al mercato delle concessioni.
La discussione ora passerà attraverso l’iter istituzionale in Regione Abruzzo, a partire dalle commissioni consiliari. Solo successivamente il testo potrà arrivare all’esame dell’aula. Per le località balneari del Teramano, Giulianova compresa, l’esito del confronto sarà seguito da vicino, perché inciderà su un settore centrale per la stagione turistica e per l’economia della costa.

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