Ad Alba Adriatica si riaccende il confronto politico e amministrativo sul futuro delle concessioni demaniali marittime, tema che interessa da vicino l’intera costa teramana, da Giulianova a Tortoreto fino a Roseto degli Abruzzi. Al centro della discussione ci sono i nuovi organismi attivati dal Comune per affrontare una materia resa ancora più delicata dall’applicazione della direttiva Bolkestein e dalle possibili ricadute sugli stabilimenti balneari.
Nelle ultime ore le critiche si sono concentrate sulle modalità con cui sarebbero state individuate le rappresentanze chiamate a partecipare al percorso istituzionale avviato dall’ente. Secondo Fratelli d’Italia e Noi Moderati, la composizione decisa dall’amministrazione non risponderebbe a criteri chiari e condivisi.
Alba Adriatica, scontro sulle rappresentanze per il demanio
Il dibattito nasce dopo l’attivazione di un tavolo tecnico promosso dalla giunta comunale e dopo una recente determina con cui è stato previsto anche un comitato istituzionale con relative rappresentanze. Proprio questo passaggio ha innescato la contestazione delle forze di opposizione, che chiedono maggiore trasparenza nella scelta dei soggetti coinvolti.
Nel mirino finisce dunque il metodo utilizzato per definire la partecipazione ai lavori su una questione considerata strategica per l’economia turistica locale. Le perplessità espresse riguardano in particolare l’assenza, secondo i gruppi critici, di parametri espliciti per la selezione dei componenti.
Direttiva Bolkestein e concessioni balneari sulla costa teramana
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che tocca tutti i Comuni costieri. Il nodo delle concessioni demaniali continua infatti a rappresentare uno dei dossier più sensibili per gli operatori del turismo balneare, anche in località vicine come Giulianova, Tortoreto, Pineto e Silvi. Le incertezze normative e amministrative alimentano da tempo preoccupazioni tra concessionari e amministrazioni.
Per Alba Adriatica, come per gli altri centri della riviera teramana, la gestione del demanio marittimo ha un peso rilevante non solo sul piano burocratico ma anche su quello economico, considerato il ruolo del turismo nella tenuta del tessuto produttivo locale.
Le contestazioni di Fratelli d’Italia e Noi Moderati
Fratelli d’Italia e Noi Moderati parlano di rappresentanze costruite senza un percorso realmente aperto e definito. La loro posizione punta quindi a rimettere al centro la necessità di un confronto che, a loro giudizio, sia fondato su regole certe e su criteri verificabili. Il punto politico è tutto qui: chi deve sedere al tavolo che dovrà contribuire a orientare le scelte future sul demanio?
Le due forze politiche contestano il rischio che un organismo così delicato possa nascere senza un adeguato coinvolgimento delle parti interessate. Una osservazione che, in un territorio come quello della costa teramana, assume un valore particolare proprio per l’impatto che le decisioni in materia potrebbero avere sulle attività stagionali e sul comparto balneare.
Un tema che riguarda anche Giulianova e il litorale
La discussione aperta ad Alba Adriatica viene seguita con attenzione anche negli altri centri del comprensorio, dove la questione delle concessioni balneari resta uno dei punti più sensibili dell’agenda amministrativa. In località a forte vocazione turistica come Giulianova, ogni sviluppo sul fronte normativo e organizzativo viene osservato con interesse dagli operatori del settore.
Per il momento il confronto resta concentrato sulla composizione del tavolo e del comitato istituzionale, ma il dibattito è destinato a proseguire. Il tema delle concessioni demaniali, infatti, continua a rappresentare uno snodo decisivo per il presente e il futuro del litorale teramano.







