Il futuro della rete commerciale abruzzese torna al centro del confronto istituzionale. Confcommercio Abruzzo chiede alla Regione di procedere in tempi rapidi con l’adozione del Piano regionale di programmazione della rete distributiva, uno strumento ritenuto necessario per dare regole certe al settore e per affrontare il tema dell’insediamento della grande distribuzione.

La presa di posizione arriva dopo lo stop del Governo nazionale alla norma che puntava a prolungare la moratoria relativa all’apertura di nuove strutture della grande distribuzione. Un passaggio che, secondo l’associazione di categoria, rende ancora più urgente un intervento amministrativo capace di definire un quadro stabile per imprese, territori e amministrazioni locali.

Una richiesta che riguarda anche il commercio teramano

Il tema non è distante dalla realtà di Giulianova e della provincia di Teramo, dove il tessuto commerciale è composto da negozi di vicinato, attività familiari, pubblici esercizi, servizi e poli di vendita presenti lungo la costa e nelle aree interne. La programmazione della rete distributiva incide infatti sull’equilibrio tra centri urbani, zone periferiche, aree artigianali e comparti commerciali già esistenti.

In territori come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto, Alba Adriatica, Mosciano Sant’Angelo e Teramo, la presenza di nuovi insediamenti commerciali di grandi dimensioni può avere effetti rilevanti sulla mobilità, sull’uso del suolo, sulla vitalità dei centri cittadini e sulla tenuta delle piccole attività. Per questo, la richiesta avanzata a livello regionale viene seguita con attenzione anche dagli operatori economici locali.

Giovannelli: serve una scelta amministrativa concreta

A intervenire è il presidente di Confcommercio Abruzzo, Giammarco Giovannelli, che sollecita la Regione a non lasciare il comparto in una fase di incertezza. L’associazione ritiene che il Piano regionale debba diventare il riferimento per governare lo sviluppo della distribuzione commerciale, evitando decisioni frammentate e prive di una visione complessiva.

La bocciatura della proroga della moratoria, secondo Confcommercio, apre uno scenario nel quale non basta più rinviare il problema. La priorità indicata è quella di mettere in campo un atto di programmazione capace di armonizzare le esigenze delle imprese, la tutela dei centri urbani e le prospettive di sviluppo del settore.

Equilibrio tra grande distribuzione e negozi di prossimità

Al centro della questione c’è il rapporto tra le strutture della grande distribuzione e il commercio di prossimità. Non si tratta soltanto di una valutazione economica, ma anche di un tema legato alla qualità della vita nei quartieri, alla presenza di servizi nei centri abitati e alla capacità dei comuni di mantenere vivi gli spazi urbani.

Per molte località della costa teramana, dove il commercio è legato anche al turismo e alla stagionalità, una pianificazione chiara può rappresentare uno strumento utile per evitare squilibri e per accompagnare gli investimenti in modo coerente con le caratteristiche dei territori. La richiesta di Confcommercio punta quindi a un quadro regolatorio che consenta di programmare senza bloccare lo sviluppo, ma anche senza lasciare il settore privo di indirizzi.

Attesa per le prossime mosse della Regione

La palla passa ora alla Regione Abruzzo, chiamata a valutare tempi e modalità dell’eventuale adozione del Piano. Per le imprese del commercio, comprese quelle del territorio giuliese e teramano, il nodo principale resta la prevedibilità delle regole: sapere dove, come e con quali criteri potranno insediarsi nuove strutture commerciali è considerato un elemento essenziale per programmare investimenti, aperture, riorganizzazioni e strategie di presenza sul mercato.

La vicenda resta dunque aperta e riguarda da vicino non solo le associazioni di categoria, ma anche amministratori locali, operatori economici e cittadini, soprattutto nelle aree dove il commercio tradizionale continua a rappresentare un presidio sociale oltre che produttivo.

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