Non è arrivata la vittoria di tappa, ma Giulio Ciccone ha lasciato un segno forte nella diciannovesima frazione del Giro d’Italia, confermandosi uno degli uomini più attesi quando la strada sale. Nel tappone dolomitico da Feltre ad Alleghe, il corridore abruzzese della Lidl-Trek ha chiuso al terzo posto dopo una giornata vissuta quasi sempre all’attacco, conquistando anche il primato nella classifica degli scalatori.
Per gli appassionati di ciclismo di Giulianova, della costa teramana e di tutto l’Abruzzo, la prova di Ciccone ha avuto il sapore delle grandi imprese di montagna. Il successo di giornata è andato allo statunitense Sepp Kuss, capace di rientrare nel finale e di imporsi ai Piani di Pezzè, mentre Jonas Vingegaard ha conservato la maglia rosa.
Una lunga azione sulle montagne decisive
La tappa si è accesa già sulle prime asperità, con Ciccone protagonista di una fuga di alto livello. Il teatino ha affrontato da protagonista il Passo Duran, prima grande salita della giornata, raccogliendo punti preziosi per la classifica dei gran premi della montagna.
La sua azione è proseguita anche sui tratti più selettivi del percorso, fino al passaggio sul Passo Giau, Cima Coppi dell’edizione, dove il corridore abruzzese è transitato davanti a tutti. Un segnale chiaro delle sue ambizioni: non soltanto restare nel gruppo dei migliori, ma provare a costruire una vittoria con coraggio e anticipo.
Dopo aver accumulato punti importanti su più GPM, Ciccone ha tentato anche la soluzione in solitaria, sfruttando la discesa e cercando di mantenere il margine sugli inseguitori. La corsa, però, si è decisa negli ultimi chilometri, quando la fatica di una giornata durissima ha iniziato a pesare.
Il sorpasso nel finale e il terzo posto di tappa
A circa due chilometri dall’arrivo, Sepp Kuss è riuscito a riportarsi su Ciccone, ribaltando l’inerzia della frazione proprio sulla salita conclusiva verso i Piani di Pezzè. Lo statunitense ha poi completato l’opera tagliando per primo il traguardo, mentre l’abruzzese ha concluso la giornata in terza posizione.
Il piazzamento lascia inevitabilmente un po’ di rammarico, perché Ciccone è rimasto a lungo in corsa per una vittoria che avrebbe avuto un grande valore sportivo e simbolico. Resta però una prestazione di assoluto spessore, maturata in una delle giornate più impegnative del Giro e davanti a rivali di primo piano.
Il risultato assume ulteriore rilievo per la conquista della Maglia Azzurra, riconoscimento riservato al leader della classifica degli scalatori. Un traguardo che premia la continuità e l’attitudine del corridore abruzzese nelle tappe alpine e dolomitiche.
L’orgoglio dell’Abruzzo per la prova di Ciccone
La giornata di Ciccone ha suscitato attenzione anche a livello istituzionale. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso apprezzamento per la prestazione del corridore, sottolineando il valore sportivo di una prova condotta con determinazione sulle salite più dure.
Marsilio ha richiamato il significato della Maglia Azzurra e il ruolo di Ciccone tra i protagonisti italiani più riconoscibili nelle tappe di montagna. Il presidente ha evidenziato come l’atleta abruzzese sia riuscito a tenere la scena per gran parte della frazione, passando per primo sulla cima più alta del Giro e restando in testa fino alle battute conclusive.
Per il ciclismo regionale si tratta di un’altra pagina importante. Anche senza il successo pieno, la tappa ha restituito l’immagine di un atleta capace di animare la corsa, entusiasmare il pubblico e portare il nome dell’Abruzzo sulle strade più prestigiose del ciclismo internazionale.
Attesa per le prossime giornate del Giro
Con la classifica generale ancora guidata da Jonas Vingegaard, il Giro entra nella sua fase decisiva. Per Ciccone, la Maglia Azzurra rappresenta ora un obiettivo concreto da difendere, oltre che un riconoscimento alla generosità mostrata nelle frazioni più dure.
La sua prova sulle Dolomiti sarà ricordata come una delle azioni più coraggiose di questa edizione. Dal territorio teramano al resto della regione, l’attenzione resta alta per seguire il finale della corsa e il cammino del corridore abruzzese, ormai stabilmente tra i riferimenti del ciclismo italiano in salita.

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