La struttura realizzata a Cerqueto per offrire un punto di appoggio alla popolazione in caso di calamità torna al centro del confronto politico a Fano Adriano. A sollevare nuovamente la questione sono i consiglieri comunali di minoranza Andrea Mastrodascio, Adina Di Cesare e Marco Pisciaroli, che chiedono attenzione sulle condizioni del presidio pensato per le situazioni di emergenza.
Il fabbricato, costruito nel 2022 dall’amministrazione comunale, era stato concepito come luogo da utilizzare in caso di terremoti o altri eventi critici. Un’infrastruttura che, in un’area montana della provincia di Teramo, assume un valore particolare per la sicurezza dei residenti e per l’organizzazione della protezione civile locale.
La segnalazione dei consiglieri di opposizione
I rappresentanti della minoranza sostengono che la struttura non stia svolgendo la funzione per cui era stata realizzata e parlano di una situazione di trascuratezza. La loro presa di posizione riporta l’attenzione su un tema concreto: la piena disponibilità degli spazi pubblici destinati alla gestione delle emergenze, soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra teramano.
La segnalazione riguarda Cerqueto, frazione di Fano Adriano, territorio che rientra in un contesto appenninico già sensibile alle problematiche legate alla viabilità, all’accessibilità dei servizi e alla prevenzione dei rischi naturali. Proprio per questo, secondo i consiglieri, un edificio nato per accogliere temporaneamente la popolazione non dovrebbe restare inutilizzato o privo di adeguata cura.
Un presidio pensato per terremoti e calamità
Le strutture emergenziali nei comuni montani rappresentano un riferimento importante in caso di necessità. Possono servire come punto di raccolta, ricovero provvisorio o supporto logistico quando eventi improvvisi rendono difficile restare nelle abitazioni o raggiungere altri centri attrezzati. Nel territorio teramano, segnato negli anni da emergenze sismiche e meteorologiche, la manutenzione di questi spazi è un aspetto tutt’altro che secondario.
La minoranza comunale evidenzia dunque la necessità di verificare lo stato del manufatto e di chiarire quali siano le intenzioni dell’amministrazione per renderlo effettivamente utilizzabile. Al momento, la questione viene posta come richiesta di intervento e di trasparenza su un bene pubblico realizzato con finalità di protezione della comunità.
Il tema della sicurezza nei borghi dell’entroterra teramano
Il caso di Cerqueto richiama un problema più ampio che interessa diversi borghi dell’Appennino teramano: garantire presidi funzionanti, accessibili e pronti all’uso nei momenti critici. Nei centri più piccoli, dove la distanza dai servizi principali può pesare durante un’emergenza, anche una singola struttura può fare la differenza nella gestione delle prime ore successive a un evento calamitoso.
Per questo la vicenda non riguarda soltanto il confronto tra maggioranza e opposizione a Fano Adriano, ma tocca un’esigenza concreta per residenti e amministratori locali: assicurare che gli investimenti destinati alla sicurezza pubblica non restino sulla carta e siano accompagnati da manutenzione, controllo e programmazione.
La discussione è destinata a proseguire sul piano politico-amministrativo. I consiglieri Mastrodascio, Di Cesare e Pisciaroli chiedono che il presidio di Cerqueto venga riportato al centro dell’attenzione, affinché possa essere valutata la sua reale funzionalità e, se necessario, siano predisposti gli interventi utili a restituirgli il ruolo per cui era stato costruito.

Giulianova.it è un progetto editoriale locale curato da Genesi.it, web agency attiva dal 1996 nei servizi digitali, nella SEO, nello sviluppo web e nella visibilità online, anche nei nuovi sistemi di ricerca basati su intelligenza artificiale. Il lavoro svolto da Genesi è documentato dalle recensioni e video testimonianze dei clienti Genesi, feedback reali sui servizi forniti.


