La bonifica del Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino entra in una nuova fase operativa. Dopo gli interventi già conclusi nella porzione meridionale dell’area, l’attenzione si sposta ora sul comparto nord della zona Tre Monti, dove in autunno è previsto l’avvio del trattamento dei terreni contaminati attraverso la tecnica del desorbimento termico.

Il programma è stato illustrato nell’ambito di un incontro dedicato ai temi della rigenerazione ambientale in Abruzzo, con la partecipazione dei soggetti impegnati nelle attività di risanamento. Si tratta di un intervento rilevante su scala nazionale per dimensioni, profondità di azione e tecnologie utilizzate, in un’area segnata dalla presenza della grande discarica emersa nel 2007.

Desorbimento termico nel comparto nord

La tecnologia scelta per la nuova fase consente di agire sui contaminanti presenti in profondità senza procedere alla movimentazione massiccia del terreno. Il sistema prevede l’inserimento di sonde capaci di riscaldare il sottosuolo fino a circa 100 gradi, favorendo la trasformazione in vapore delle sostanze volatili e semi-volatili. I vapori vengono poi intercettati e indirizzati verso specifici impianti di trattamento.

Prima dell’estensione dell’intervento, nel 2023 era stato effettuato un test pilota che ha prodotto risultati indicati come particolarmente significativi, con una riduzione della contaminazione superiore al 97%. Sulla base di quella sperimentazione, nell’ottobre 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha approvato il progetto per applicare la tecnologia all’intera porzione settentrionale dell’area Tre Monti.

Oltre mille pozzi per trattare 29 mila metri cubi di terreno

Il piano riguarda una superficie superiore a 6 mila metri quadrati e un volume di terreno stimato in circa 29 mila metri cubi. Le sonde saranno collocate a profondità variabili tra 8 e 15 metri. Per completare l’intervento saranno necessari più di mille pozzi, destinati a formare una rete integrata per il riscaldamento del sottosuolo, l’estrazione dei vapori e il controllo continuo dei parametri tecnici.

Nel marzo 2026 sono già partite le opere preparatorie per il confinamento statico, indispensabili per sostenere le successive attività di scavo e rimozione dei materiali non conformi. Tra le strutture previste figurano un diaframma in conglomerato cementizio armato, parallelo al viadotto autostradale, con sviluppo fino a 160 metri e profondità di 23 metri, e un secondo diaframma ambientale sul lato nord, lungo circa 47 metri.

Conclusa la rimozione dei materiali nell’area sud

Un capitolo importante della bonifica si è chiuso nel luglio 2025 con il completamento degli scavi nella parte sud, avviati nel 2021. In quella fase sono state rimosse e avviate a smaltimento oltre 106 mila tonnellate di rifiuti e materiali. Secondo i dati comunicati, l’86% del materiale era classificato come non pericoloso, mentre il restante 14% rientrava tra i rifiuti pericolosi.

Arpa Abruzzo ha verificato il raggiungimento degli obiettivi di decontaminazione dei terreni, con parametri compatibili con una futura destinazione residenziale e a verde pubblico. Il completamento di questa parte dell’intervento rappresenta uno dei passaggi più avanzati nel percorso di recupero dell’area.

Prove anche sulle acque di falda

Accanto alle attività nell’area Tre Monti, Edison Regea avvierà a breve una sperimentazione all’interno dello stabilimento di Società Chimica Bussi. Il campo prova servirà a valutare l’efficacia di una tecnologia di biorisanamento delle acque sotterranee basata sui Groundwater Circulation Wells.

Il metodo utilizza un ricircolo verticale delle acque di falda per favorire la mobilitazione e l’estrazione dei contaminanti. Il sistema non prevede lo scarico esterno delle acque trattate e consente il ricircolo dell’aria impiegata per la rimozione delle sostanze inquinanti, evitando emissioni in atmosfera.

Tre Monti, società costituita nel 2021 da Edison per la bonifica del SIN di Bussi, riunisce competenze operative nel settore ambientale attraverso Greenthesis, ACR Reggiani del Gruppo Hera ed Edison Regea. Il cantiere di Bussi resta uno dei dossier ambientali più rilevanti in Abruzzo, osservato con attenzione anche per le ricadute sul tema della rigenerazione dei siti contaminati.

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