Nuovo passaggio sulla vicenda della Riserva naturale del Borsacchio, area di grande valore ambientale tra Roseto degli Abruzzi e la costa teramana. Con la legge regionale approvata il 3 luglio 2026, la Regione Abruzzo ha stabilito che le misure di tutela previste all’origine per la riserva tornino ad applicarsi sull’intero perimetro precedente al ridimensionamento deciso nel 2024.
In termini pratici, fino alla definizione del procedimento di riperimetrazione, l’area torna ad essere sottoposta alle norme di salvaguardia già previste dalla legge istitutiva del 2005. Il riferimento è all’estensione storica della riserva, pari a oltre 1.140 ettari, ben diversa dai 24,7 ettari rimasti dopo il taglio introdotto con la legge di stabilità regionale.
La svolta dopo il taglio del 2024
La questione era esplosa tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, quando una modifica normativa aveva ridotto in modo drastico la superficie protetta del Borsacchio. Il provvedimento aveva escluso gran parte delle zone agricole, collinari e retrocostiere, aprendo una lunga fase di contestazioni da parte di associazioni, cittadini e realtà impegnate nella difesa del territorio.
Per due anni il tema è rimasto al centro del dibattito pubblico anche nel Teramano, con ripercussioni su uno dei tratti naturalistici più delicati dell’Adriatico abruzzese. La riserva, istituita nel 2005 nel territorio di Roseto degli Abruzzi, tutela infatti dune, ambienti rurali tradizionali e habitat considerati di particolare pregio.
I rilievi istituzionali e le proteste
Alla mobilitazione locale si sono aggiunti rilievi di carattere giuridico e istituzionale. Secondo le associazioni ambientaliste, tra cui WWF Abruzzo e Guide del Borsacchio, la riduzione del perimetro sarebbe stata adottata senza il percorso ordinario previsto per modificare una riserva naturale. Tra i punti contestati anche il mancato coinvolgimento degli enti interessati e i possibili profili di contrasto con le competenze statali in materia ambientale.
Sulla vicenda erano arrivati anche approfondimenti e osservazioni da parte di organismi nazionali, compresi il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Cultura e il Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio. Nel frattempo, il fronte ambientalista aveva promosso una raccolta firme, iniziative pubbliche e un ricorso al Tar, mantenendo alta l’attenzione sul futuro del Borsacchio.
Secondo quanto riferito dalle stesse associazioni, la mobilitazione ha coinvolto centinaia di organizzazioni e raccolto 32mila firme.
Che cosa cambia adesso per la riserva
La norma approvata nei giorni scorsi non chiude definitivamente la partita, ma riporta intanto in vigore le tutele sull’intera area originaria. È questo l’effetto più immediato della modifica legislativa: nelle more della riperimetrazione finale, il Borsacchio torna ad essere disciplinato come prima del ridimensionamento.
Per il territorio di Roseto e per l’intera costa teramana si tratta di un passaggio rilevante, perché rimette al centro una visione più ampia della tutela ambientale e riapre il confronto sugli strumenti necessari per una gestione stabile della riserva.
Le associazioni hanno accolto positivamente il provvedimento, definendolo un risultato importante maturato dopo una lunga fase di pressione civica e istituzionale. Allo stesso tempo, chiedono che il percorso venga completato con una soluzione definitiva, capace di eliminare l’incertezza amministrativa che negli ultimi anni ha accompagnato l’area protetta.
Il nodo del Piano di assetto naturalistico
Uno dei temi ancora aperti riguarda il Piano di assetto naturalistico, lo strumento chiamato a regolare in modo organico attività consentite, interventi compatibili e prospettive di sviluppo sostenibile nella riserva. Il piano era stato predisposto dopo anni di lavoro tra enti e amministrazioni, ma il forte ridimensionamento del perimetro ne aveva di fatto bloccato l’utilizzo.
Proprio su questo punto si concentra ora una parte delle richieste avanzate dal mondo ambientalista: oltre al ripristino definitivo dell’estensione originaria, viene sollecitata l’approvazione del piano già adottato dal Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi e l’attivazione di un ente di gestione, atteso fin dall’istituzione della riserva.
Il confronto, quindi, non si esaurisce con il ritorno dei vincoli di salvaguardia. Per il Borsacchio, area seguita con attenzione anche da molti cittadini di Giulianova e del comprensorio teramano, si apre adesso una nuova fase in cui la Regione sarà chiamata a trasformare la tutela transitoria in un assetto stabile e chiaro.
Giulianova.it è un progetto editoriale locale curato da Genesi.it, web agency attiva dal 1996 nei servizi web, SEO, sviluppo digitale e visibilità online, compresa la presenza nei sistemi di ricerca basati su intelligenza artificiale. L’esperienza del team è documentata anche attraverso le recensioni e video testimonianze dei clienti Genesi, riferite a servizi realmente forniti in ambito web e posizionamento online.


