Il Consorzio di Bonifica Centro ha presentato il programma di risanamento e rilancio per il triennio 2026-2028, un passaggio che interessa anche una parte del Teramano, visto che nel comprensorio dell’ente rientrano nove Comuni della provincia di Teramo. Al centro del confronto con amministratori, istituzioni regionali e organizzazioni agricole ci sono i conti del Consorzio, la tenuta dei servizi irrigui e gli effetti del ricalcolo della contribuenza disposto dalla giustizia amministrativa.
L’incontro si è svolto a Pescara con la partecipazione dei sindaci dei Comuni interessati, dei rappresentanti regionali e delle sigle del comparto agricolo. L’obiettivo dichiarato dall’ente è riportare in equilibrio la situazione economica e patrimoniale, mantenendo le attività legate all’irrigazione, alla difesa idraulica e alla gestione del territorio.
Il piano 2026-2028 e la richiesta di sostegno pubblico
Il programma illustrato dal Consorzio si fonda su un pacchetto complessivo da circa 13,9 milioni di euro. Di questi, 8,5 milioni sono destinati a opere di ammodernamento delle infrastrutture irrigue e delle stazioni di sollevamento, con copertura attraverso fondi FESR 2021-2027. A questa quota si aggiunge una richiesta da 5,4 milioni di euro rivolta alla Regione Abruzzo per alleggerire il peso dei debiti accumulati, in particolare quelli collegati ai rincari energetici, alla manutenzione di opere datate e agli oneri finanziari legati alle anticipazioni di tesoreria.
Tra gli obiettivi principali compare la riduzione stabile delle spese di gestione. Il capitolo più pesante resta quello dell’energia e, secondo le stime rese note dal Consorzio, gli interventi previsti potrebbero portare a un taglio dei consumi intorno al 16 per cento, con un risparmio annuo calcolato prudenzialmente in circa 480 mila euro.
Contributi irrigui, cosa cambia dopo la sentenza del Tar
Un punto particolarmente delicato riguarda il ricalcolo della contribuenza irrigua per il 2026 e per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025. Il provvedimento arriva in seguito alla sentenza numero 3 del 2026 del Tar Abruzzo, sezione di Pescara, che ha imposto al Consorzio di rideterminare gli importi. Il consiglio di amministrazione ha già approvato gli esiti delle nuove elaborazioni.
Dai dati comunicati emerge un aumento medio della contribuenza irrigua per il 2026 pari a circa il 28 per cento. Per le annualità dal 2021 al 2025, invece, restano da incassare complessivamente poco meno di 6 milioni di euro. A questa cifra si sommano altri 10 milioni di contributi non versati negli anni precedenti. Il procedimento di ricalcolo, ha spiegato l’ente, è stato sottoposto a una verifica esterna che ne ha attestato la coerenza metodologica rispetto alla sentenza e agli strumenti contabili adottati.
Il presidente Enisio Tocco ha ribadito che l’adeguamento dei contributi non nasce da una scelta autonoma del Consorzio, ma dall’obbligo di eseguire quanto stabilito dal tribunale amministrativo. Allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità di un supporto concreto da parte della Regione per evitare che il peso della crisi ricada interamente sulle aziende agricole.
Investimenti già avviati e cantieri in programma
Accanto al piano di risanamento finanziario, il Consorzio ha fatto il punto sugli investimenti per la rete irrigua e per la sicurezza delle infrastrutture. Il quadro complessivo delle opere programmate supera i 220 milioni di euro, tra interventi già finanziati e progetti candidati a nuovi fondi.
Tra i lavori già coperti da finanziamento figurano interventi per oltre 8,5 milioni di euro nelle aree della Sinistra Pescara, della Destra Pescara e del Foro, oltre a opere per la messa in sicurezza di vasche e bacini di accumulo. È inoltre in partenza un cantiere da circa 1,6 milioni di euro per un impianto fotovoltaico destinato all’autoconsumo presso l’impianto di via Liri a Chieti e per la manutenzione straordinaria del canale principale della Sinistra Pescara.
Sono poi in fase di gara opere per oltre 20 milioni di euro che riguardano, tra l’altro, traverse, invasi, condotte irrigue e il completamento del sistema duale della Valle del Pescara. A questi si aggiungono altri 5 milioni di euro già ammessi nell’ambito del PNIISSI I, in attesa della convenzione definitiva.
Le ricadute per il territorio e il ruolo dei Comuni
Il tema interessa da vicino anche il territorio teramano, compresa l’area costiera e l’entroterra che guardano a servizi irrigui e tutela idraulica come elementi centrali per l’agricoltura e la gestione dell’acqua. Il Consorzio di Bonifica Centro opera infatti su 78 Comuni complessivi, distribuiti tra le province di Pescara, Chieti e Teramo.
Nel piano è previsto anche il contenimento dei costi del personale, con il mantenimento dell’organico attuale attraverso un turnover uno a uno, senza aumenti di dipendenti. Sul fronte delle entrate, l’ente punta inoltre a sviluppare attività extra-tributarie, compresa l’eventuale concessione in uso del depuratore San Martino, con l’obiettivo di generare nuove risorse ogni anno. Se tali misure non dovessero bastare, resta prevista anche la valorizzazione di beni patrimoniali non considerati strategici.
Il confronto aperto con sindaci, categorie agricole e istituzioni proseguirà nelle prossime settimane. Sul tavolo restano due questioni decisive anche per i territori limitrofi a Giulianova: da un lato la sostenibilità economica del servizio, dall’altro la necessità di salvaguardare una rete infrastrutturale ritenuta essenziale per l’agricoltura e per la sicurezza idraulica.
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