Si complica il percorso dell’assestamento di bilancio della Regione Abruzzo, un passaggio che riguarda anche i servizi e gli interventi destinati ai territori della costa teramana, da Giulianova a Roseto, fino al resto della provincia di Teramo. Il Collegio dei Revisori dei Conti ha espresso un giudizio negativo sulla proposta relativa al triennio 2026-2028, aprendo un nuovo confronto politico e tecnico all’Emiciclo dell’Aquila.

Alla base del parere sfavorevole ci sono rilievi sulle coperture finanziarie e sulla tenuta complessiva degli equilibri di bilancio. Il documento approvato dalla giunta regionale a fine luglio, secondo i revisori, non offrirebbe elementi sufficienti per confermare in modo pieno la sostenibilità dei conti.

Le contestazioni sui fondi da accantonare

Uno dei nodi principali riguarda la presenza di passività che, secondo le verifiche effettuate, richiederebbero maggiori accantonamenti. In particolare pesa la ricognizione effettuata sul fronte del contenzioso legale della Regione: il rischio collegato alle cause pendenti supera i 45 milioni di euro, con effetti distribuiti soprattutto sulle annualità 2026 e 2027. Per i revisori, queste somme non sarebbero state considerate in maniera adeguata nel fondo destinato a coprire il rischio di soccombenza.

A questo si aggiunge un’altra voce ritenuta critica, riferita al Dipartimento Agricoltura. In questo caso il fabbisogno stimato è di circa 10,88 milioni di euro, collegato alla definizione di posizioni debitorie verso Amco Spa per garanzie relative all’ex Ersa-Arssa. Anche per questa partita, secondo il Collegio, non emergerebbero coperture idonee né nel bilancio pluriennale né nell’assestamento proposto.

Il precedente dei debiti fuori bilancio

La verifica dei conti si è intensificata dopo l’emersione di 16,9 milioni di euro di debiti fuori bilancio, rilevati successivamente al rendiconto 2025. Per questa prima somma la Regione avrebbe individuato una copertura attraverso la quota disponibile dell’avanzo di amministrazione. Tuttavia, gli approfondimenti successivi hanno portato alla luce un quadro più ampio, con ulteriori esposizioni considerate rilevanti sul piano contabile.

Proprio questa situazione, secondo i revisori, rischia di incidere sul calcolo reale delle risorse disponibili per la spesa. Il punto centrale è che l’insufficienza dei fondi di riserva potrebbe compromettere la verifica degli equilibri generali, un aspetto decisivo per qualsiasi manovra che poi deve tradursi in interventi sui territori, compresi quelli attesi anche in Abruzzo settentrionale.

La risposta della maggioranza in Consiglio regionale

Il testo è arrivato comunque all’esame dell’aula con l’obiettivo di essere corretto attraverso un maxi-emendamento. La maggioranza punta infatti a rivedere i punti contestati e a presentare una nuova formulazione che consenta di superare il parere negativo.

La strada indicata passa da tre passaggi: la ridefinizione del fondo rischi per il contenzioso, l’individuazione delle coperture per le passività legate al settore agricolo e la predisposizione di una manovra modificata da sottoporre a una nuova valutazione. In teoria il Consiglio potrebbe anche procedere nonostante il no dei revisori, ma sarebbe necessario assumersi una responsabilità contabile rafforzata con una motivazione molto dettagliata davanti agli organi di controllo. Per questo l’orientamento sembra essere quello di intervenire prima sul testo.

Gli effetti sugli interventi previsti

La posta in gioco non è solo tecnica. L’assestamento contiene infatti un pacchetto di misure da circa 43 milioni di euro che tocca diversi settori: cultura, sport, Protezione civile, contrasto allo spopolamento ed emergenze in agricoltura. Risorse che interessano da vicino anche i Comuni della provincia di Teramo, comprese le realtà della costa e dell’entroterra che guardano ai fondi regionali per opere, attività e sostegni mirati.

Nelle prossime ore si capirà se la correzione predisposta dalla maggioranza sarà ritenuta sufficiente per rimettere in carreggiata il provvedimento. Il confronto resta aperto e avrà riflessi importanti sulla programmazione regionale dei prossimi mesi, con possibili ricadute anche per Giulianova e per l’intero territorio teramano.

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