Il caso dell’autovelox installato a Piancarani, lungo la provinciale 3, è tornato al centro del dibattito politico a Teramo. Durante la seduta del Consiglio provinciale dell’11 giugno, i consiglieri di minoranza Maria Cristina Cianella e Pietro Adriani, esponenti del gruppo La Forza del Territorio, hanno sollevato nuovamente la questione legata ai ricorsi presentati dagli automobilisti contro le sanzioni elevate dal dispositivo.

Il tema interessa da vicino non solo il capoluogo, ma anche molti cittadini della provincia di Teramo che percorrono abitualmente la viabilità interna, compresi pendolari e residenti dei comuni collegati alla dorsale della strada provinciale 3. Secondo quanto riferito in aula dai due consiglieri, l’ente provinciale avrebbe già visto respinti i propri atti in 44 procedimenti relativi alla vicenda dell’autovelox di Piancarani.

Il nodo dei ricorsi contro le multe

La discussione si è concentrata sull’esito dei contenziosi avviati da automobilisti sanzionati dopo il passaggio davanti all’apparecchiatura. Cianella e Adriani hanno posto l’accento sul numero dei procedimenti sfavorevoli alla Provincia, indicandolo come elemento centrale da cui partire per valutare la gestione complessiva della vicenda.

La questione degli autovelox sulle strade provinciali è particolarmente sentita nel Teramano, dove diversi assi viari collegano piccoli centri, aree produttive e zone costiere. Per chi si sposta tra l’entroterra, Teramo e la costa, compresa l’area di Giulianova, i controlli di velocità rappresentano un tema di sicurezza stradale, ma anche di correttezza amministrativa delle procedure.

La minoranza chiede chiarezza all’ente

Nel loro intervento, i consiglieri provinciali di opposizione hanno chiesto che il caso venga affrontato con maggiore trasparenza, partendo proprio dagli esiti dei giudizi già definiti. Il dato dei 44 procedimenti persi, così come riportato in Consiglio, è stato presentato come un passaggio non secondario per comprendere se siano necessarie valutazioni ulteriori da parte dell’amministrazione provinciale.

Al centro resta il rapporto tra l’attività di controllo sulla velocità e le garanzie previste per gli utenti della strada. Un equilibrio delicato, soprattutto quando le multe diventano oggetto di ricorsi e quando le decisioni degli organi competenti finiscono per incidere sulle casse pubbliche e sulla fiducia dei cittadini nei confronti degli strumenti utilizzati per la prevenzione degli incidenti.

Una vicenda seguita nel Teramano

L’autovelox di Piancarani è collocato su un tratto della provinciale 3 frequentato da residenti e automobilisti che si muovono nell’area teramana. Per questo il caso ha assunto un rilievo più ampio rispetto alla singola postazione di controllo, inserendosi nel dibattito sulla gestione della viabilità provinciale e sulle modalità con cui vengono installati e utilizzati i dispositivi elettronici.

La sicurezza sulle strade resta una priorità per il territorio, ma le contestazioni giudiziarie mostrano quanto sia importante che ogni passaggio amministrativo sia solido e verificabile. Il confronto in Consiglio provinciale ha riportato l’attenzione su un tema che, nelle prossime settimane, potrebbe continuare a far discutere amministratori, automobilisti e comunità locali.

Attesa per eventuali sviluppi

Al momento, dalla seduta è emersa soprattutto la richiesta politica di fare piena luce sugli effetti dei ricorsi e sulle conseguenze per l’ente. Non sono stati indicati ulteriori provvedimenti immediati, ma il caso resta aperto sul piano amministrativo e istituzionale.

Per i cittadini della provincia di Teramo, compresi quanti si spostano tra Giulianova, l’entroterra e il capoluogo, la vicenda rappresenta un tema concreto: riguarda la mobilità quotidiana, le sanzioni stradali e la corretta gestione di strumenti pensati per ridurre i rischi sulle arterie provinciali.

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