Lo stabilimento Stellantis di Atessa conferma il proprio peso nell’economia abruzzese con un incremento dei livelli produttivi nei primi nove mesi del 2026. Il sito della Val di Sangro, specializzato nei veicoli commerciali, ha raggiunto quota 133.800 mezzi assemblati, facendo segnare un progresso del 17,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Si tratta di numeri che interessano da vicino anche il territorio teramano e la costa adriatica, dove il comparto manifatturiero e l’indotto automotive continuano a rappresentare un riferimento per occupazione e filiere produttive. Il dato emerge dal monitoraggio diffuso dalla Fim-Cisl sull’andamento del gruppo in Italia fino al terzo trimestre.

Atessa primo polo nazionale per i veicoli commerciali

Il sito abruzzese resta il principale stabilimento italiano del gruppo per questa tipologia di produzione. Da solo, infatti, copre il 39,3 per cento dei volumi complessivi realizzati da Stellantis nel Paese. Nello stabilimento vengono costruiti diversi modelli destinati al mercato dei veicoli da lavoro, tra cui Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel e Vauxhall Movano e Toyota Proace Max.

Nel quadro nazionale, Stellantis ha prodotto nei primi nove mesi del 2026 un totale di 340.745 unità tra auto e veicoli commerciali, con una crescita del 28,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Più marcato l’aumento nel settore delle autovetture, mentre anche il comparto dei commerciali mostra un andamento positivo.

Più turni e stop al contratto di solidarietà

Secondo quanto riferito dal sindacato, nei primi mesi dell’anno ad Atessa si è registrata una riattivazione parziale del terzo turno, accompagnata da un aumento della produzione giornaliera. Un passaggio che ha contribuito al rafforzamento dei volumi nello stabilimento.

Da luglio, inoltre, è terminato il ricorso al contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 addetti. Un elemento considerato significativo sul piano occupazionale, in un impianto che continua a essere osservato con attenzione per il suo ruolo strategico nell’industria regionale.

Investimenti già programmati per i nuovi modelli

Le prospettive del sito passano ora anche attraverso il prossimo piano industriale. Per Atessa è prevista dal 2027 la produzione della nuova generazione di large van, con un programma di investimenti superiore a un miliardo di euro nell’arco di cinque anni. L’impianto rientra nella strategia Pro One del gruppo dedicata ai veicoli commerciali.

Il progetto prevede lo sviluppo di mezzi multienergy destinati a più marchi del gruppo e al partner Toyota. Un orientamento che punta a consolidare la presenza del sito abruzzese nel segmento dei veicoli da lavoro anche nella fase di transizione verso soluzioni a minore impatto ambientale.

Il peso del sito per l’Abruzzo

Per la Fim-Cisl, i risultati raggiunti finora confermano la centralità industriale di Atessa e la necessità di rafforzarne ulteriormente la capacità produttiva. Sulla stessa linea anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che ha richiamato l’importanza dello stabilimento come motore manifatturiero per l’intera regione.

L’andamento positivo registrato nel 2026, insieme al ritorno parziale del terzo turno e alla fine del contratto di solidarietà per una parte dei lavoratori, viene letto come un segnale di consolidamento. Resta ora il tema della continuità produttiva e della tenuta occupazionale nel medio periodo, aspetti che interessano l’intero Abruzzo e, indirettamente, anche i territori come Giulianova e la provincia di Teramo, dove il settore industriale resta strettamente legato alle dinamiche regionali.

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