Resta aperta nel Teramano la vertenza che riguarda il personale impiegato nelle case di riposo riconducibili ad Asp1. Al centro del confronto ci sono le retribuzioni arretrate, in particolare quelle riferite ad aprile, che secondo le attese avrebbero dovuto essere liquidate all’inizio della settimana. Le organizzazioni sindacali, dopo nuove verifiche, sostengono però che il pagamento non arriverà nei tempi indicati.
La questione interessa circa 250 lavoratrici e lavoratori attivi nelle strutture di Teramo, Civitella e Nereto tramite il sistema delle cooperative. Una vicenda che coinvolge numerose famiglie della provincia e che viene seguita con attenzione anche lungo la costa teramana, da Giulianova ai comuni limitrofi, per le possibili ricadute sui servizi socio-assistenziali del territorio.
Retribuzioni arretrate e attesa per il tavolo in Prefettura
Le sigle Cgil, Cisl, Ugl e Uil tornano a chiedere risposte immediate dopo giorni segnati da prese di posizione, proteste e richieste di chiarimento. Secondo quanto riferito dai rappresentanti dei lavoratori, le cooperative coinvolte avrebbero comunicato l’intenzione di non procedere al saldo degli stipendi prima dell’incontro previsto in Prefettura.
Per i sindacati si tratta di una posizione non accettabile, perché il pagamento delle buste paga non può essere legato all’esito di valutazioni successive o di passaggi istituzionali ancora da svolgere. La richiesta è che vengano rispettati gli obblighi contrattuali e che ai dipendenti sia riconosciuto quanto maturato per il lavoro già prestato.
Nel mirino Asp1, cooperative e Regione
La protesta non si limita al rapporto con i soggetti datoriali. Le organizzazioni sindacali chiamano in causa anche Asp1 e la Regione, accusate di non aver dato finora seguito concreto agli annunci e alle dichiarazioni pubbliche. A loro giudizio, dopo conferenze stampa e comunicazioni istituzionali non sarebbero arrivati interventi capaci di sbloccare realmente la situazione.
La vertenza riguarda un comparto delicato, quello dell’assistenza agli anziani, nel quale la continuità del lavoro degli operatori è direttamente collegata alla tenuta quotidiana dei servizi. I sindacati segnalano quindi non solo il disagio economico dei dipendenti, ma anche il rischio che il clima di incertezza possa incidere sull’organizzazione delle attività nelle strutture.
La richiesta di un piano stabile per le strutture
Oltre al pagamento immediato delle mensilità arretrate, Cgil, Cisl, Ugl e Uil chiedono l’apertura di un percorso che dia garanzie nel breve e nel medio periodo. L’obiettivo indicato è evitare che la vertenza si ripresenti ciclicamente e preservare una realtà pubblica considerata importante per l’intera provincia di Teramo.
Le organizzazioni dei lavoratori parlano di una situazione ormai molto pesante per il personale coinvolto e per le rispettive famiglie. In mancanza di risposte rapide, annunciano la prosecuzione delle iniziative di mobilitazione nelle forme consentite dalla legge, mantenendo alta l’attenzione sulla vicenda fino allo sblocco delle spettanze dovute.
Una vertenza che riguarda il territorio teramano
Il caso delle case di riposo Asp1 si inserisce in un quadro più ampio di attenzione ai servizi socio-sanitari e assistenziali della provincia. Per i comuni interessati e per l’area teramana, compresa la fascia costiera, la stabilità di queste strutture rappresenta un tema concreto: riguarda il lavoro, la tutela degli ospiti e la capacità del territorio di garantire assistenza continuativa alle persone più fragili.
Il prossimo passaggio istituzionale sarà quindi decisivo per capire se la trattativa potrà portare a un calendario certo dei pagamenti e a misure in grado di superare l’attuale fase di stallo.

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