Un nuovo tentativo di raggiro ai danni di una persona anziana è stato bloccato a Teramo dai carabinieri, intervenuti prima che la truffa andasse a segno. Due persone sono state fermate in flagranza con l’accusa, al momento contestata in via provvisoria, di tentata truffa in concorso ai danni di un ultraottantenne residente in città.

L’episodio richiama uno schema purtroppo noto anche nel Teramano e lungo la costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, dove negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni di telefonate ingannevoli rivolte soprattutto agli anziani. In questo caso, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato utilizzato il metodo del finto appartenente alle forze dell’ordine.

L’intervento dei carabinieri a Teramo

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Teramo. L’attività ha consentito di intercettare il tentativo di raggiro mentre era ancora in corso, evitando che l’uomo consegnasse denaro o altri beni ai truffatori.

I due indagati sono stati arrestati sul posto. La contestazione riguarda il concorso nella tentata truffa aggravata ai danni di una persona anziana, ipotesi che sarà ora vagliata nelle successive fasi del procedimento. Al momento non sono stati diffusi ulteriori particolari sull’identità degli arrestati.

Il copione del falso maresciallo

Il meccanismo, spesso ripetuto con lievi varianti, consiste in una telefonata improvvisa nella quale la vittima viene messa sotto pressione. Dall’altro capo del telefono, chi chiama si presenta come carabiniere, maresciallo, avvocato o altro pubblico ufficiale e riferisce di un presunto problema che coinvolgerebbe un familiare: un incidente, un arresto, un debito urgente o pratiche da sbloccare con immediatezza.

A quel punto viene chiesta la consegna di soldi, gioielli o oggetti di valore a una persona incaricata di passare direttamente a casa. La rapidità dell’azione e il tono allarmante servono proprio a impedire verifiche e a spingere la vittima a decidere d’impulso.

Un allarme che riguarda anche Giulianova e la costa

La vicenda di Teramo torna ad accendere l’attenzione su un fenomeno che interessa l’intera provincia, comprese Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica, Mosciano Sant’Angelo e altri centri della costa teramana. Le forze dell’ordine raccomandano da tempo la massima prudenza, soprattutto quando vengono avanzate richieste di denaro legate a presunte emergenze familiari.

Il consiglio resta sempre lo stesso: interrompere la telefonata, contattare direttamente il familiare coinvolto o il numero di emergenza e non aprire la porta a sconosciuti. In presenza di dubbi è fondamentale avvisare subito i carabinieri o la polizia, anche quando il tentativo non si è concretizzato.

Prevenzione e attenzione verso le persone più fragili

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto dell’accaduto e verificare eventuali collegamenti con episodi analoghi avvenuti in altre zone della provincia di Teramo. Resta centrale anche il tema della prevenzione: informare anziani e familiari è uno degli strumenti più efficaci per contrastare truffe che fanno leva sulla paura e sull’urgenza.

Per questo motivo, in molte realtà locali del territorio, comprese quelle vicine a Giulianova, continua l’invito a parlare apertamente di questi raggiri in famiglia e nei luoghi di aggregazione. Conoscere il metodo usato dai truffatori può fare la differenza e impedire che altri cittadini vulnerabili finiscano nel mirino.