Il mondo dell’informazione abruzzese piange Mauro Di Cola, giornalista pubblicista morto all’età di 56 anni. La notizia ha suscitato cordoglio anche lungo la costa teramana, dove in queste ore è stata allestita la camera ardente a Silvi, punto di riferimento per quanti vorranno rivolgere un ultimo saluto al professionista.
Di Cola viveva a Montesilvano ed era conosciuto per il suo impegno nel giornalismo, in particolare sui temi legati all’economia, alla finanza, all’attualità e allo sviluppo del territorio. Nel corso della sua attività aveva collaborato con diverse realtà editoriali abruzzesi, occupandosi anche di questioni produttive e associative.
Camera ardente a Silvi e funerali il 30 giugno
La camera ardente è stata predisposta nella casa funeraria Sorrentini e Vallescura, in via Polacchi a Silvi. L’accesso è previsto nella fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 20, così da consentire a familiari, amici, colleghi e conoscenti di rendere omaggio a Di Cola.
Le esequie sono fissate per martedì 30 giugno nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, a Montesilvano. Dopo la cerimonia funebre, la salma sarà tumulata a Pizzoli, in provincia dell’Aquila.
Un percorso tra giornalismo, economia e territorio
Laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Teramo, Mauro Di Cola aveva costruito nel tempo un profilo professionale legato sia alla comunicazione sia al mondo delle imprese. Era impegnato, tra le altre attività, nell’ambito del gruppo AgroAlimentare di Api Pescara-Chieti, con incarichi legati al coordinamento delle procedure e ai rapporti con il sistema nazionale Confapi-UnionAlimentari.
Nel suo lavoro si era occupato anche dello sviluppo associativo e del coinvolgimento di nuove aziende del comparto agroalimentare, seguendo da vicino dinamiche economiche di interesse per l’Abruzzo e per il tessuto produttivo regionale.
L’impegno civico a Montesilvano
Accanto alla professione, Di Cola era attivo anche nella vita della comunità di Montesilvano. Ricopriva infatti il ruolo di presidente del comitato di quartiere Villa Canonico e Villa Verrocchio, realtà attraverso la quale aveva seguito istanze e problematiche del territorio, mantenendo un rapporto diretto con residenti e amministrazione.
La sua scomparsa è arrivata dopo le gravi conseguenze di un’emorragia cerebrale che lo aveva colpito lo scorso 20 marzo. Da allora le sue condizioni erano rimaste al centro dell’attenzione di familiari, amici e colleghi, fino al decesso comunicato in queste ore.
Il cordoglio di colleghi e conoscenti
Sui canali social sono comparsi messaggi di vicinanza alla famiglia, con parole di affetto rivolte a un professionista ricordato per la dedizione al lavoro e per la capacità di coltivare rapporti umani sinceri. In molti lo descrivono come una presenza appassionata, attenta e partecipe, tanto nell’attività giornalistica quanto negli impegni civici e associativi.
Mauro Di Cola lascia la moglie Isabela e il figlio Matteo. Alla famiglia si stringono in queste ore amici, colleghi e quanti lo hanno conosciuto nel suo percorso professionale e personale.


