È stato avviato nel territorio aquilano un intervento infrastrutturale destinato a rafforzare uno dei sistemi idrici storici dell’area interna abruzzese. Si tratta del potenziamento dell’acquedotto del Chiarino, opera finanziata con 10 milioni di euro attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione e considerata strategica per migliorare la distribuzione dell’acqua in diversi centri della zona ovest dell’Aquila.

L’apertura del cantiere segna l’inizio concreto di un lavoro che, secondo il cronoprogramma annunciato, dovrà arrivare a conclusione entro la fine del 2027. Un intervento che, pur riguardando l’area aquilana, richiama l’attenzione anche del resto dell’Abruzzo, compresa la provincia di Teramo, per il tema sempre più centrale della tenuta delle reti idriche e della sicurezza dell’approvvigionamento.

Un’opera su una rete storica

Il progetto interessa l’acquedotto del Chiarino, infrastruttura realizzata negli anni Venti e ancora oggi fondamentale per alimentare una vasta porzione del comprensorio occidentale dell’Aquila. La rete serve infatti le frazioni di Arischia, Preturo, Sassa e Roio, oltre ai comuni di Pizzoli, Lucoli, Scoppito e Tornimparte.

L’intervento è stato formalmente consegnato all’impresa incaricata, la Marcost srl, alla presenza dei vertici di Gran Sasso Acqua. L’obiettivo è aumentare l’efficienza del sistema e adeguarlo alle esigenze attuali, superando criticità accumulate nel tempo lungo il tracciato esistente.

Nuove condotte per circa 15 chilometri

Nel dettaglio, i lavori prevedono la posa di nuove tubazioni che seguiranno in buona parte il percorso delle condotte già presenti, con la finalità di ridurre interferenze e migliorare la funzionalità complessiva dell’infrastruttura. È prevista la realizzazione di una nuova adduttrice in ghisa dal nuovo partitore idraulico di Capannelle fino al nodo di Arischia.

Da lì si svilupperanno due ulteriori dorsali: una in direzione del partitore di Preturo e l’altra verso i serbatoi di San Vittorino e Colle Caliglio. L’estensione complessiva dell’opera è di circa 15 chilometri, un dato che dà la misura della portata dell’intervento.

Più disponibilità d’acqua per il comprensorio

Il rafforzamento del sistema del Chiarino è stato pensato anche in collegamento con il futuro impianto di potabilizzazione di Campotosto. L’integrazione tra le due opere dovrebbe consentire di incrementare le portate fino a circa 320 litri al secondo complessivi.

Secondo quanto illustrato durante l’avvio del cantiere, la maggiore disponibilità della risorsa idrica potrà contribuire a rispondere in modo più efficace ai fabbisogni del territorio, in particolare nei periodi di maggiore pressione sulla rete. Un aspetto che riguarda da vicino diverse aree montane soggette a picchi stagionali di presenza.

Benefici attesi anche per le località turistiche

Tra gli effetti attesi c’è anche un miglioramento del servizio per i comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, grazie all’interconnessione con l’Altopiano delle Rocche. Nelle fasi di maggiore afflusso turistico, queste località hanno dovuto spesso fare i conti con problemi di disponibilità idrica. Il nuovo assetto dovrebbe contribuire a ridurre una criticità che si trascina da anni.

Alla cerimonia di avvio erano presenti, oltre ai rappresentanti della società di gestione, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’assessore regionale con delega al sistema idrico Emanuele Imprudente, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio e altri amministratori del territorio.

Il tema delle reti idriche continua intanto a restare centrale anche per molte aree della costa e dell’entroterra teramano, da Giulianova alla provincia di Teramo, dove l’attenzione su manutenzione, perdite e continuità del servizio è sempre più alta. Interventi strutturali come quello avviato all’Aquila rappresentano un passaggio significativo nel quadro più ampio degli investimenti sulle infrastrutture essenziali in Abruzzo.

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