Il futuro della gestione dell’acqua in Abruzzo entra nel vivo del confronto politico e amministrativo. La discussione sulla riforma del servizio idrico integrato, affrontata nelle sedi consiliari regionali, riguarda da vicino anche i Comuni della provincia di Teramo, da Giulianova alla costa, fino all’entroterra, perché incide su un servizio essenziale per cittadini, attività economiche e amministrazioni locali.
A intervenire è Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo, associazione che riunisce enti locali e amministratori. La posizione espressa è netta: nella revisione dell’assetto del servizio idrico i Comuni dovrebbero avere un ruolo più incisivo, sia nelle scelte di indirizzo sia nella governance del sistema. Secondo Radica, le richieste avanzate dall’associazione non sarebbero state recepite dalla maggioranza durante la seduta congiunta della Prima e della Seconda Commissione consiliare regionale.
Il nodo del ruolo dei Comuni nella gestione dell’acqua
Al centro della questione c’è il peso decisionale degli enti locali. Per ALI Abruzzo, i municipi non possono essere considerati semplici destinatari di decisioni assunte altrove, perché sono le istituzioni più vicine ai territori e ai cittadini. Nel Teramano, dove la gestione delle reti idriche interessa centri costieri come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto e Alba Adriatica, ma anche aree interne e vallive, il tema assume una rilevanza concreta: manutenzioni, investimenti, tariffe e qualità del servizio ricadono direttamente sulla vita quotidiana delle comunità.
La richiesta avanzata dall’associazione è quindi quella di rafforzare il coinvolgimento dei Comuni nella definizione del nuovo modello. Non si tratta soltanto di una questione istituzionale, ma anche di equilibrio tra livelli di governo. Gli amministratori locali, secondo questa impostazione, dovrebbero poter incidere maggiormente su un servizio che attraversa confini comunali ma che resta fortemente legato alle esigenze specifiche dei singoli territori.
La proposta: affidamento a società pubbliche in house
Un altro punto evidenziato da ALI Abruzzo riguarda la natura della gestione. L’associazione sostiene l’orientamento verso un modello in house, affidato a società pubbliche. In questa prospettiva, l’acqua viene considerata un bene da amministrare attraverso soggetti controllati dal pubblico, con una governance capace di garantire responsabilità, trasparenza e attenzione agli interessi collettivi.
Il dibattito non è nuovo, ma torna di attualità nel momento in cui la Regione lavora al riordino del servizio idrico integrato. La scelta del modello gestionale è destinata ad avere effetti di lungo periodo: riguarda gli investimenti sulle infrastrutture, la capacità di programmare gli interventi sulle reti, la gestione delle criticità e il rapporto tra utenti, amministrazioni e soggetti affidatari.
Un tema che interessa anche Giulianova e la costa teramana
Per un territorio come quello giuliese e più in generale per la costa teramana, il servizio idrico rappresenta una componente strategica anche per il turismo e per le attività produttive. Nei mesi di maggiore afflusso, la tenuta delle reti e la continuità dell’erogazione diventano aspetti fondamentali per residenti, strutture ricettive, stabilimenti balneari e imprese.
Da qui l’interesse locale per una riforma che, pur essendo regionale, può avere conseguenze dirette sui Comuni. La posizione di ALI Abruzzo richiama proprio la necessità di non separare le decisioni tecniche e organizzative dalla conoscenza dei territori. Ogni area presenta esigenze diverse: le zone costiere hanno necessità legate alla stagionalità, mentre i centri collinari e montani affrontano spesso problemi connessi alla dispersione delle reti, alla manutenzione e alla distribuzione su territori più ampi.
Il confronto resta aperto in Regione
La seduta congiunta delle commissioni regionali ha segnato un passaggio del percorso, ma non chiude il confronto. Le osservazioni dei Comuni e delle associazioni degli enti locali restano un elemento del dibattito sulla riforma. ALI Abruzzo, attraverso il suo presidente, ha espresso rammarico per il mancato accoglimento delle proposte presentate, ribadendo però la centralità della partecipazione degli enti locali nelle scelte sul servizio idrico.
Nei prossimi passaggi istituzionali si capirà se ci saranno margini per modifiche o integrazioni. Per i territori della provincia di Teramo, compresa Giulianova, la questione resta da seguire con attenzione: l’acqua è un servizio pubblico essenziale e la sua organizzazione futura inciderà sulla qualità dei servizi, sulla programmazione degli investimenti e sul rapporto tra cittadini e amministrazioni.

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