La riorganizzazione del servizio idrico abruzzese entra nel vivo in Consiglio regionale e riguarda da vicino anche la provincia di Teramo, dalla costa di Giulianova alla Val Vibrata, fino alle aree interne. Il progetto di legge sul ciclo dell’acqua punta a superare l’attuale frammentazione della gestione, oggi affidata a sei soggetti, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente un sistema segnato da reti datate, perdite consistenti e difficoltà nella programmazione degli investimenti.
Il tema è particolarmente sentito nei territori costieri e nei comuni a forte presenza turistica, dove la continuità del servizio e la qualità delle infrastrutture incidono sulla vita quotidiana di residenti, attività economiche e operatori dell’accoglienza. Per questo il percorso avviato all’Aquila viene seguito con attenzione anche nel Teramano, dove ogni scelta sulla governance dell’acqua può avere ricadute pratiche su manutenzioni, tariffe, interventi sulle condotte e capacità di pianificare opere nel medio periodo.
Da sei gestori a un modello più concentrato
La proposta in discussione prevede una riduzione significativa del numero degli attuali gestori. L’ipotesi che ha trovato spazio nel confronto politico è quella di arrivare a due ambiti principali, con una ripartizione territoriale legata alle aree della Maiella e del Gran Sasso. Resta però aperta anche la possibilità di un unico soggetto regionale, soluzione che potrebbe essere valutata dall’Ersi dopo un approfondimento tecnico indicato in circa un mese.
Non dovrebbe invece prevalere lo schema a quattro gestori, sostenuto in passato dal sindaco dell’Aquila e presidente di Anci Abruzzo Pierluigi Biondi. La linea emersa nella commissione competente sembra orientata a una maggiore concentrazione del sistema, pur lasciando ancora margini di discussione sul modello definitivo.
Reti obsolete e investimenti al centro del confronto
Tra le ragioni alla base della riforma vengono indicate le criticità strutturali del servizio idrico regionale. In molte zone dell’Abruzzo le reti hanno bisogno di interventi importanti e le dispersioni rappresentano da anni uno dei principali problemi da affrontare. Una governance più ordinata, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire una migliore capacità di investimento e una programmazione meno frammentata.
Il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, primo firmatario del progetto di legge, ha presentato il provvedimento come un passaggio atteso da lungo tempo. Secondo la maggioranza, senza una revisione complessiva del sistema si sarebbe potuto aprire uno scenario di maggiore esposizione verso la gestione privata del servizio. Da qui il richiamo alla responsabilità rivolto anche alle forze politiche della coalizione.
Le posizioni dell’opposizione e il nodo del gestore unico
Il testo arriva in aula dopo l’accordo raggiunto nel centrodestra nell’ultima seduta della commissione territorio, ma il confronto non è chiuso. Dalle opposizioni sono stati depositati diversi emendamenti. Tra le posizioni emerse, quella favorevole al gestore unico viene sostenuta dal professor Luciano D’Amico e dal Movimento 5 Stelle, che ritengono questa soluzione più efficace anche dal punto di vista economico.
Secondo i sostenitori del modello unico, una gestione regionale accentrata potrebbe produrre risparmi molto consistenti, stimati in oltre un miliardo di euro. Nel centrosinistra, tuttavia, non mancherebbero sensibilità differenti, segno che il tema resta complesso e destinato a un confronto articolato.
Perché la riforma interessa Giulianova e la costa teramana
Anche se la discussione si svolge nelle sedi regionali, gli effetti della riforma potranno riguardare direttamente i comuni della costa teramana, compresa Giulianova. La gestione dell’acqua incide infatti su un servizio essenziale: dalla manutenzione delle reti alla prevenzione delle perdite, dalla capacità di intervenire in caso di emergenze alla pianificazione di opere necessarie per sostenere sviluppo urbano e presenze turistiche.
Il percorso legislativo dovrà ora chiarire quale assetto sarà scelto e quali saranno i tempi di attuazione. Per cittadini, imprese e amministrazioni locali del Teramano, la partita resta aperta: la qualità del servizio idrico dipenderà non solo dalla forma organizzativa individuata, ma anche dalla capacità concreta di trasformare la riforma in cantieri, investimenti e interventi sulle infrastrutture.

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