Il quadro economico dell’Abruzzo mostra una crescita moderata ma diffusa, con segnali che interessano da vicino anche il sistema produttivo della provincia di Teramo, dalla costa alle aree interne. La fotografia emerge dal rapporto regionale della Banca d’Italia, illustrato all’Aquila dalla responsabile della filiale abruzzese Miriam Sartini, con dati riferiti al 2025 e ai primi mesi del 2026.
Nel complesso l’attività produttiva regionale si è mossa in linea con l’andamento nazionale. A sostenere il risultato sono stati soprattutto il comparto delle costruzioni, ancora collegato agli investimenti pubblici, e una crescita più contenuta dei servizi. Per territori come Giulianova, la costa teramana, la Val Vibrata e il comprensorio teramano, i numeri rappresentano un indicatore utile per leggere l’evoluzione di imprese, lavoro, turismo e credito.
Export in aumento e manifattura in recupero
Uno degli elementi più rilevanti riguarda le vendite all’estero. Nel 2025 le esportazioni abruzzesi sono cresciute del 6,9 per cento, con un ritmo superiore alla media italiana. Il contributo principale è arrivato dal settore farmaceutico, ma il rapporto segnala risultati positivi anche per meccanica, agroalimentare e trasporti, ambiti presenti in modo significativo nel tessuto produttivo regionale.
Nel manifatturiero il clima di fiducia delle imprese del Mezzogiorno, dopo i livelli particolarmente bassi dell’anno precedente, ha mostrato un miglioramento nel 2025 e nella prima parte del 2026. Questa fase si è però indebolita con l’aggravarsi delle tensioni nel Golfo Persico, che ha inciso sulle aspettative delle aziende. Il settore automotive resta un capitolo centrale per l’Abruzzo: la riduzione della produzione di veicoli commerciali leggeri è proseguita, ma con un’intensità minore rispetto al 2024. La regione conferma comunque una specializzazione importante nella filiera, tra le più marcate a livello nazionale.
Costruzioni trainate dalle opere pubbliche
Il comparto edilizio ha continuato a beneficiare dei cantieri legati al Pnrr e agli investimenti pubblici. È un elemento che riguarda anche molte realtà locali del Teramano, dove infrastrutture, manutenzioni e interventi pubblici incidono sul lavoro delle imprese e sull’indotto. Diversa la situazione dell’edilizia privata, che ha registrato un ridimensionamento dell’attività per effetto della revisione degli incentivi fiscali destinati alla riqualificazione degli immobili.
Il rapporto segnala inoltre un aumento delle compravendite di abitazioni. Il dato viene letto nel contesto di una domanda ancora presente, sebbene l’andamento del settore resti influenzato dal costo del credito, dalle politiche di sostegno e dalla capacità di spesa delle famiglie.
Servizi e turismo, presenze in crescita
Il terziario ha registrato un incremento lieve, sostenuto dai consumi delle famiglie. Particolare attenzione merita il turismo, settore strategico per Giulianova e per tutta la costa teramana, da Tortoreto ad Alba Adriatica, fino a Roseto degli Abruzzi e Pineto. Le strutture ricettive abruzzesi hanno visto aumentare le presenze e si è rafforzata la componente dei visitatori provenienti dall’estero.
Per le località balneari questo andamento conferma il peso crescente dell’accoglienza, della ristorazione, dei servizi alla persona e delle attività stagionali. La capacità di intercettare flussi stranieri, in particolare, può incidere sulla durata della stagione turistica e sulla diversificazione dell’offerta.
Lavoro, redditi e credito alle famiglie
Sul fronte occupazionale la crescita è proseguita, anche se con minore intensità rispetto all’anno precedente. L’incremento indicato dal rapporto è dello 0,9 per cento. Nel settore privato la creazione di nuove posizioni è stata sostenuta soprattutto dai contratti a tempo indeterminato, mentre è rimasto elevato il ricorso agli strumenti di integrazione salariale.
Le retribuzioni contrattuali del privato hanno seguito un andamento in linea con quello nazionale. I redditi reali delle famiglie abruzzesi sono aumentati dell’1,2 per cento, grazie all’occupazione e agli adeguamenti salariali, ma il ritmo di crescita si è attenuato rispetto alla fase precedente.
Il credito mostra segnali di ripartenza. I prestiti alle imprese sono tornati a salire dell’1 per cento, soprattutto per effetto dei finanziamenti destinati alle aziende di maggiori dimensioni. Per le famiglie, invece, il sostegno è arrivato dall’accelerazione dei mutui. In diminuzione il debito delle amministrazioni locali abruzzesi. Il rapporto evidenzia infine un miglioramento della capacità innovativa regionale, favorito anche dai rapporti tra imprese, università e mondo della ricerca.

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