Il percorso per l’adeguamento sismico delle autostrade A24 e A25 entra in una fase attesa da tempo. Il programma di interventi previsto dalla legge 28 del 2012 è attualmente all’esame del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, secondo quanto riferito da Strada dei Parchi, potrebbe arrivare entro la fine dell’anno davanti al Cipess per la valutazione definitiva.
Si tratta di un passaggio che riguarda da vicino anche l’Abruzzo e i collegamenti strategici tra la costa e le aree interne, con riflessi che interessano pure il Teramano e i movimenti di traffico che dal territorio di Giulianova e della costa adriatica si dirigono verso Roma e verso l’entroterra regionale.
Il piano previsto dalla legge del 2012
Il progetto riguarda la messa in sicurezza antisismica delle due arterie autostradali che collegano l’Abruzzo con il Lazio. A indicare lo stato dell’iter è stato Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi Spa, società concessionaria della A24 e della A25. Secondo quanto comunicato, la documentazione è ora al vaglio del dicastero competente e potrebbe essere trasmessa al Cipess entro la fine del 2026.
L’obiettivo del piano è definire gli interventi necessari per il consolidamento e la protezione delle infrastrutture autostradali, in un’area caratterizzata da elevata vulnerabilità sismica. Il passaggio al Cipess rappresenterebbe uno snodo decisivo per portare avanti un programma atteso da anni.
Un’infrastruttura centrale anche per i collegamenti abruzzesi
La questione non riguarda soltanto le tratte montane o i territori direttamente attraversati dalle due autostrade. A24 e A25 restano infatti collegamenti essenziali per l’intera regione, anche per chi si muove dalla provincia di Teramo verso la Capitale o per chi utilizza la rete autostradale per spostamenti di lavoro, studio e turismo.
Per molti utenti della costa teramana, compresi residenti di Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Mosciano Sant’Angelo e delle località vicine, l’efficienza e la sicurezza dell’asse viario abruzzese rappresentano un elemento importante nella mobilità regionale. Un piano strutturato di adeguamento sismico viene quindi seguito con attenzione anche fuori dalle aree immediatamente servite dai tracciati.
Il prossimo passaggio atteso entro fine anno
Il punto ora è capire se il cronoprogramma indicato verrà rispettato. L’approdo al Cipess entro la fine dell’anno segnerebbe un avanzamento concreto dopo una lunga fase tecnica e amministrativa. Restano da verificare tempi, contenuti dettagliati del piano e risorse necessarie per la sua attuazione.
Per il territorio abruzzese, e più in generale per l’intero sistema della mobilità tra Adriatico e Tirreno, l’esito dell’iter potrà incidere sulle prospettive future di una rete ritenuta strategica. La partita, quindi, resta aperta e sarà seguita con particolare attenzione anche dalle comunità del Teramano.

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