Sant’Omero si prepara a rendere omaggio a una pagina di memoria familiare che incrocia la storia del territorio e quella delle due guerre mondiali. Mercoledì sarà presentata un’opera in ceramica dedicata ai soldati Filippo e Italo Giancola, figure legate alla comunità santomerese e ricordate attraverso un’iniziativa nata in ambito familiare.
Il progetto è stato promosso dall’avvocato Biagio Giancola, discendente dei due militari, con l’obiettivo di conservare e condividere un ricordo che appartiene non solo alla famiglia, ma anche alla memoria collettiva della Val Vibrata. L’opera è stata affidata all’artista Nando Perilli, che ha realizzato un pannello ceramico di 120 per 80 centimetri.
Un pannello ceramico ispirato a un documento storico
Al centro del lavoro artistico c’è la riproduzione del diploma del Caporal Maggiore di fanteria Filippo Giancola, reduce della Prima Guerra Mondiale. Un documento personale che, trasformato in immagine ceramica, diventa testimonianza pubblica di una vicenda attraversata dal servizio militare, dal ritorno dal fronte e dalla volontà di tramandare alle generazioni successive il valore della memoria.
La scelta della ceramica richiama una forma espressiva capace di unire artigianalità, durata e identità locale. L’opera non si limita a riproporre un documento, ma lo restituisce in una veste artistica pensata per essere osservata, custodita e riconosciuta come segno permanente di gratitudine verso chi ha vissuto gli anni più difficili del Novecento.
Il ricordo di Filippo e Italo Giancola
L’iniziativa è dedicata a Filippo e Italo Giancola, accomunati dall’esperienza dei conflitti mondiali. Attraverso il loro ricordo, Sant’Omero rinnova l’attenzione verso le storie dei reduci, spesso conservate negli archivi domestici, nei medaglieri di famiglia e nei racconti tramandati oralmente.
Nel caso della famiglia Giancola, il percorso della memoria prende forma attraverso un oggetto artistico che richiama un riconoscimento ufficiale e, insieme, il vissuto di chi ha attraversato la guerra. Il pannello rappresenta dunque un ponte tra dimensione privata e patrimonio comunitario, offrendo alla cittadinanza un’occasione per riflettere sul legame tra storia nazionale e vicende locali.
Un’iniziativa radicata nella Val Vibrata
Per Sant’Omero e per l’area vibratiana, momenti di questo tipo assumono un significato particolare. Nei piccoli centri della provincia di Teramo, la memoria dei conflitti è spesso intrecciata ai nomi delle famiglie, ai monumenti ai caduti, alle ricorrenze civili e ai documenti custoditi per decenni nelle abitazioni.
La presentazione dell’opera in ceramica sarà quindi anche un’occasione per riportare l’attenzione su quei frammenti di storia che contribuiscono a definire l’identità delle comunità locali. Senza enfasi celebrativa, l’iniziativa intende valorizzare il ricordo di due soldati e, più in generale, di una generazione segnata profondamente dalle guerre del secolo scorso.
La memoria familiare diventa testimonianza pubblica
Il gesto promosso dall’avvocato Biagio Giancola evidenzia come la cura dei ricordi familiari possa trasformarsi in un contributo alla vita culturale del paese. Rendere visibile un documento legato a Filippo Giancola significa sottrarlo alla sola conservazione privata e inserirlo in un racconto più ampio, accessibile alla comunità.
L’opera di Nando Perilli, per dimensioni e contenuto, è pensata per dare continuità a questo racconto. A Sant’Omero, il nome dei Giancola torna così al centro di un momento pubblico che unisce arte, memoria storica e riconoscenza verso chi ha vissuto in prima persona gli eventi bellici del Novecento.
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