Un nuovo presidio dedicato alla protezione dei sistemi digitali utilizzati in sanità e nelle infrastrutture strategiche è stato attivato a Pescara. Si tratta dell’OT Cybersecurity LAB, struttura presentata all’Aurum e annunciata come primo polo di questo tipo nel Centro Italia, con un focus specifico sulla difesa delle tecnologie operative, cioè quelle che governano apparecchiature industriali e dispositivi elettromedicali.

L’iniziativa interessa da vicino anche il territorio teramano, considerando il coinvolgimento diretto delle aziende sanitarie abruzzesi e il peso crescente che la cybersicurezza ha nella continuità dei servizi pubblici essenziali, compresi quelli ospedalieri. In un contesto in cui ospedali, cliniche e reti tecnologiche sono sempre più esposti ad attacchi informatici, la nascita del laboratorio punta a rafforzare prevenzione, monitoraggio e risposta.

Un progetto nato dalla collaborazione tra impresa e competenza nazionale

Il laboratorio è il risultato della collaborazione tra Gruppo Infoteam e Cyber 4.0, Centro di competenza nazionale, con un cofinanziamento al 50 per cento. L’obiettivo dichiarato è mettere a disposizione del territorio strumenti concreti per analizzare vulnerabilità e rischi che riguardano sistemi particolarmente delicati, dove un malfunzionamento o un’intrusione può compromettere attività essenziali.

Durante la presentazione ufficiale sono intervenuti rappresentanti istituzionali e tecnici. In apertura hanno preso la parola Silvano Pagliuca per Infoteam, il sindaco di Pescara Carlo Masci e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Paolo Spagnoletti, presidente di Cyber 4.0, ha richiamato il ruolo dei centri di competenza nel trasferimento tecnologico e nel sostegno ai processi di innovazione legati alla sicurezza informatica.

Sanità e impianti industriali al centro del nuovo polo

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la tutela di apparati medici e sistemi industriali, due ambiti oggi sottoposti a regole europee sempre più stringenti. Nel corso dell’incontro Michele Armenise e Dario Brocato, per Infoteam, hanno approfondito proprio le esigenze di protezione richieste dalle direttive NIS2 e Cyber Resilience Act, norme che stanno ridefinendo obblighi e controlli per soggetti pubblici e privati.

Il laboratorio, nelle intenzioni dei promotori, servirà a testare scenari di rischio e a costruire procedure di difesa più efficaci. A essere coinvolti sono sistemi che non riguardano solo i dati, ma anche il funzionamento concreto di macchinari, reti e dispositivi. Un tema particolarmente sensibile per le strutture sanitarie della provincia di Teramo e dell’intero Abruzzo, chiamate ad aggiornare modelli organizzativi e strumenti di protezione.

La dimostrazione tecnica e il confronto con le Asl abruzzesi

Nel corso della mattinata è stata proposta anche una dimostrazione pratica con collegamento da remoto. Lo specialista Massimiliano Zompa ha accompagnato i presenti in una visita virtuale del laboratorio, mostrando un ambiente simulato con PLC industriali, apparecchiature elettromedicali reali e la piattaforma inrimaONE, pensata per il controllo continuo delle vulnerabilità.

La parte finale dell’evento è stata dedicata a un confronto sulla cybersicurezza nelle aziende sanitarie pubbliche e nelle cliniche private. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Marco Maria Lorusso, hanno partecipato il direttore del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo Camillo Odio, i direttori generali delle Asl di L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, oltre a rappresentanti del sistema imprenditoriale sanitario e di partner tecnici del settore.

Un tema che riguarda anche il Teramano

La presenza del direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, conferma l’interesse diretto del territorio teramano verso un tema che va oltre l’innovazione tecnologica e tocca la tenuta dei servizi quotidiani. Per realtà come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Atri e l’intera costa teramana, la sicurezza dei sistemi digitali sanitari e infrastrutturali è ormai un tassello fondamentale dell’organizzazione pubblica.

Con l’apertura del nuovo laboratorio a Pescara, l’Abruzzo prova quindi a ritagliarsi un ruolo più strutturato in un settore destinato a pesare sempre di più sulle attività di enti, aziende e strutture sanitarie. La sfida è quella di passare da una gestione emergenziale del rischio informatico a un controllo costante, capace di proteggere servizi essenziali e continuità operativa.

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