Mosciano Sant’Angelo ha rinnovato il proprio impegno civile nel ricordo della strage di Capaci, a 34 anni dall’attentato mafioso del 23 maggio 1992. Nell’Oratorio Don Giuseppe Picchini si è svolto un incontro pubblico dedicato al valore della legalità e alla necessità di mantenere viva la memoria di una delle pagine più dolorose della storia repubblicana.

Il convegno, dal titolo ‘Mafia e Legalità: Il dovere della memoria, le sfide del presente’, ha richiamato l’attenzione su un tema che continua a riguardare da vicino anche le comunità locali della provincia di Teramo: la responsabilità quotidiana di cittadini, istituzioni e realtà associative nel contrasto alla cultura mafiosa e nell’educazione al rispetto delle regole.

Il ricordo della strage del 23 maggio 1992

La data del 23 maggio resta legata all’uccisione del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. L’attentato di Capaci segnò profondamente il Paese e continua a rappresentare un punto di riferimento per ogni iniziativa pubblica dedicata alla giustizia, alla legalità e alla lotta contro le organizzazioni criminali.

A Mosciano Sant’Angelo la commemorazione non è stata proposta come un semplice momento celebrativo, ma come occasione per interrogarsi sul presente. La memoria, al centro dell’appuntamento, è stata indicata come strumento necessario per comprendere i rischi ancora attuali legati alle mafie, alla corruzione e all’indifferenza civile.

Legalità e responsabilità collettiva

L’iniziativa ha posto l’accento sul ruolo delle comunità nel riconoscere e respingere ogni forma di prevaricazione criminale. Anche nei territori lontani dai luoghi storicamente associati alla presenza mafiosa, il tema della legalità resta centrale, perché riguarda la qualità della vita pubblica, la fiducia nelle istituzioni e la capacità di costruire relazioni sociali fondate su trasparenza e rispetto.

Il messaggio emerso dall’incontro è stato quello di una memoria attiva, capace di trasformarsi in comportamento concreto. Ricordare Capaci significa anche rinnovare l’attenzione verso le nuove generazioni, chiamate a conoscere la storia recente del Paese e a comprendere il valore delle scelte individuali nella difesa del bene comune.

Un appuntamento dal valore territoriale

La scelta dell’Oratorio Don Giuseppe Picchini come sede dell’incontro ha dato alla commemorazione una dimensione comunitaria, vicina alla vita quotidiana di Mosciano Sant’Angelo e del territorio teramano. Iniziative di questo tipo contribuiscono a mantenere aperto il dialogo pubblico su temi che non appartengono soltanto alla cronaca nazionale, ma incidono anche sulla crescita civile delle realtà locali.

Nel territorio tra Giulianova, Mosciano e la costa teramana, il richiamo alla legalità assume un significato particolare perché coinvolge scuole, famiglie, associazioni e cittadini in un percorso condiviso. La memoria delle vittime di Capaci diventa così un’occasione per rafforzare la consapevolezza collettiva e riaffermare il valore della partecipazione democratica.

La memoria come impegno per il presente

A 34 anni dalla strage, l’appuntamento di Mosciano Sant’Angelo ha ricordato che la lotta alla mafia non può essere relegata al passato. Il sacrificio di Falcone, Morvillo e degli uomini della scorta continua a chiedere attenzione, studio e responsabilità. È in questa prospettiva che la commemorazione ha assunto il significato di un impegno rinnovato, rivolto non solo al ricordo delle vittime, ma anche alle sfide civili di oggi.