In posizione collinare e situato vicino al confine con le Marche, Ancarano è un borgo di origine medievale che racconta la sua storia con le tante testimonianze architettoniche del passato e tutti da scoprire sono anche gli ottimi sapori della sua cucina, testimonianza della migliore e più antica tradizione gastronomica locale.

Dalla Dea Ancaria

Le origini del suo nome potrebbero far riferimento a quello della Dea Ancaria, una divinità etrusca che era legata alla simbologia della casa e della protezione del raccolto.

Sul suo territorio si stabilì un insediamento romano e, dal punto di vista storico, il borgo lega le sue sorti a quelle della città di Ascoli Piceno, di cui fece parte fino al 1818 per poi passare sotto al dominio del Re di Napoli.

Le tre Porte

La sua parte più antica ha la tipica struttura di un borgo fortificato ed è caratterizzata dall’entrata attraverso tre porte.
Due di queste, “Porta da Mare” (ossia quella rivolta verso l’Adriatico) e “Porta da Monte” (rivolta, invece, verso le montagne), sono quelle originarie del IX secolo e sono ancora ben conservate.
La terza porta, “Porta Nuova”, come è facilmente intuibile dalla sua denominazione, è la più recente, essendo stata costruita solo nel 1904.

Cosa vedere

L’itinerario turistico di Ancarano è molto ricco e dal punto di vista delle costruzioni religiose una prima tappa da fare è quella alla Chiesa di Santa Maria della Misericordia.
L’edificio, costruito nel 1628, ha una caratteristica e rara pianta ottagonale, che è tipica delle architetture dedicate al culto di Maria. Al suo interno, infatti, è conservata un’immagine della Madonna con due Angeli che fu realizzata nella seconda metà del Cinquecento.

Degne di note sono anche la Chiesa di San Rocco che risale ai primi decenni del Cinquecento e che inizialmente fu un cimitero dedicato alla sepoltura delle vittime della peste e la Chiesa della Madonna della Pace. Quest’ultima, che è anche la chiesa parrocchiale, prende il nome da quello dall’omonima statua in legno, realizzata da Silvestro dell’Aquila, che si trova al suo interno insieme con le reliquie di San Simplicio, il patrono di Ancarano.

Palazzo Bagalini è, invece, il punto di riferimento per quanto riguarda le costruzioni civili. Si trova fuori subito dopo fuori il centro storico e fu edificato nei primi anni del Novecento.

Molto interessante dal punto di vista archeologico sono, infine, i resti della, cosiddetta, Fontana di Monsignore: presumibilmente edificata in epoca romana, si tratta di una cisterna che serviva alla raccolta dell’acqua potabile proveniente da una sorgente.

La proposta enogastronomica

Fare una vacanza a Ancarano significa anche avere l’occasione di donare una vera gioia al palato. Sono davvero tanti, infatti, i sapori e i profumi offerti dalla squisita cucina locale che, con le sue tante pietanze, permette di creare una tavola davvero molto invitante.

Negli ottimi ristoranti del borgo vengono, infatti, serviti piatti che sono anche la viva testimonianza di quelle che erano le antiche proposte culinarie che fanno parte della gastronomia locale e tradizionale.

Tra le bontà che qui è possibile gustare ci sono “li tailì”: si tratta di un formato di pasta all’uovo tipo tagliolini e che hanno la caratteristica di essere particolarmente lunghi e sottili. Si cuociono in brodo e si cucinano in particolare a fine ottobre, in concomitanza con la festa patronale della Madonna della Pace, a cui sono legati da quanto viene narrato in un’antica leggenda.

Altro piatto tipico da non perdere di gustare durante un soggiorno o una giornata di gita a Ancarano è, sicuramente, il formaggio fritto: “lu casce arfrit” è una pietanza molto saporita e sfiziosa che si consiglia di mangiare subito dopo la cottura, in modo da gustarla al meglio.

Il menu, che comprende anche tante altre specialità classiche abruzzesi, viene completato dall’ottimo vino delle cantine locali. Si tratta di una serie di produzioni di alta qualità che permettono a Ancarano di entrare a pieno titolo tra le cittadine che fanno parte della Strada del Vino di Controguerra, il famoso itinerario enogastronomico che comprende una serie di località situate tra le colline teramane.

La Sagra del coniglio italiano

Ancarano è una località molto attenta alla celebrazione della tradizione. Tra gli eventi a carattere religioso va ricordata la festa del santo patrono, San Simplicio, durante la quale si svolge la rievocazione storica de “Le Canestrelle”.

Un altro appuntamento, però, ormai tradizionale è anche quello della “Sagra del coniglio italiano”, dedicato alla degustazione di tante e ottime squisitezze.

Questa sagra, ormai più che trentennale, si svolge ogni anno alla fine del mese di luglio e, dunque, in date che possono essere utili per decidere di organizzare una vacanza a Ancarano in estate con un soggiorno, quindi, da dedicare tutto al relax e alla buona cucina.

E’ un appuntamento che permette di degustare i piatti della tavola locale mettendo naturalmente, al centro proposte come quella del “coniglio alla cacciatora” e del “coniglio in porchetta”. Non mancano, comunque, altre irresistibili golosità, tra cui le frittelle, il famoso formaggio fritto locale e gli immancabili arrosticini.

Dove alloggiare

Ancarano è un borgo ben sviluppato dal punto di vista ricettivo. A disposizione della richiesta turistica, ci sono, infatti, una serie di classici hotel forniti di ristorante che garantiscono di fare un soggiorno con ogni comodità. Chi desidera, invece, organizzare una vacanza più indipendente può scegliere tra una serie di strutture di B&B.

Come arrivare

Chi viaggia in automobile e proviene da Nord deve prendere la A14 in direzione di Ancona, uscire alla stazione di San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno seguendo la direzione verso Ascoli Piceno, per, poi, prendere la Ascoli-Mare con uscita a Castel di Lama e continuare verso Ancarano.

Chi viaggia in automobile e proviene da Sud deve prendere la A14 in direzione di Pescara, uscire alla stazione di San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno seguendo la direzione verso Ascoli Piceno, per, poi, prendere la Ascoli-Mare con uscita a Castel di Lama e continuare verso Ancarano.

Chi viaggia in treno può scendere alle stazioni di Alba Adriatica-Nereto-Controguerra oppure a quella di Ascoli Piceno per, poi, proseguire verso Ancarano con le linee di autobus locali.

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