Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro torna al centro del dibattito anche in provincia di Teramo, alla luce degli ultimi dati regionali su infortuni e malattie professionali. In Abruzzo, nel corso del 2025, le denunce di infortunio presentate all’Inail sono state 12.105, in aumento del 2 per cento rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo i casi mortali denunciati sono stati 23, in calo rispetto ai 26 registrati nel 2024.
Per il territorio teramano il quadro resta comunque significativo: le denunce complessive nel 2025 sono state 3.258, di cui 5 con esito mortale. Numeri che interessano da vicino anche l’area di Giulianova e la costa teramana, dove molte attività economiche ruotano attorno a edilizia, servizi, commercio, turismo, trasporti e manifattura.
I numeri che riguardano la provincia di Teramo
Nel confronto tra le quattro province abruzzesi, Teramo si colloca al secondo posto per numero totale di denunce dopo Chieti. Alle spalle ci sono L’Aquila e Pescara. Il dato conferma una pressione importante sul fronte della prevenzione, soprattutto in un territorio ampio e diversificato, che comprende poli produttivi, cantieri, attività stagionali e una rete diffusa di piccole e medie imprese.
Guardando ai primi sette mesi del 2026, in Abruzzo sono stati segnalati 8 infortuni mortali, quattro in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questi, due hanno riguardato la provincia di Teramo. A livello regionale, sette casi sono avvenuti durante l’attività lavorativa e uno nel tragitto casa-lavoro. Sempre nei primi sette mesi dell’anno, viene inoltre segnalata una crescita degli infortuni in itinere pari al 16,1 per cento.
I comparti più esposti in Abruzzo
L’analisi per settore mostra come il fenomeno non riguardi più soltanto gli ambiti tradizionalmente considerati più pericolosi. In Abruzzo il numero maggiore di denunce nel 2025 si concentra nel manifatturiero con 1.481 casi, seguito dall’edilizia con 1.245. Valori elevati emergono anche nella sanità e assistenza sociale con 900 denunce, nel commercio con 707 e nel trasporto e magazzinaggio con 649.
Seguono alloggio e ristorazione con 378 casi e i servizi di supporto alle imprese con 384. All’interno del manifatturiero richiedono particolare attenzione la lavorazione dei prodotti in metallo e l’industria alimentare. Si tratta di comparti presenti, con forme e dimensioni diverse, anche nella provincia di Teramo e nelle aree vicine a Giulianova, dove convivono produzione, logistica, servizi e attività legate all’accoglienza.
Crescono le malattie professionali
Un altro elemento che pesa sul bilancio regionale è quello delle malattie professionali. Nel 2025 in Abruzzo le denunce sono arrivate a 8.695, con un aumento del 18,64 per cento rispetto alle 7.329 del 2024. Il dato colloca la regione al terzo posto in Italia. L’incremento appare ancora più evidente se si guarda al medio periodo: dai poco più di 3.500 casi del 2021 si è passati in pochi anni a sfiorare quota 9.000.
La tendenza non si è fermata nel 2026. Tra gennaio e luglio le denunce di malattia professionale in Abruzzo sono state 5.870, in aumento del 7,52 per cento rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. Si tratta di un indicatore che richiama l’attenzione non solo sugli incidenti improvvisi, ma anche sugli effetti prolungati dell’attività lavorativa sulla salute.
La richiesta di controlli e prevenzione
Secondo la Uil Abruzzo serve un salto di qualità nelle politiche di prevenzione, con verifiche più incisive, maggiore coordinamento istituzionale e sostegno concreto alle imprese più piccole, spesso meno strutturate nell’affrontare gli adempimenti legati alla sicurezza. Il sindacato richiama inoltre la necessità di monitorare con attenzione il fenomeno delle malattie professionali e di contrastare percorsi formativi solo formali, privi di reale efficacia.
Tra le indicazioni emerse c’è anche quella di rafforzare la cultura della sicurezza fin dalla scuola e lungo tutto il percorso lavorativo, puntando su formazione effettiva e comportamenti corretti. Un passaggio che interessa anche il tessuto economico del Teramano, da Giulianova all’entroterra, dove il tema della tutela dei lavoratori incrocia quotidianamente produzione, servizi e occupazione stagionale.
Resta infine aperta la questione del sostegno alle famiglie colpite dai casi più gravi. Dietro le statistiche, infatti, ci sono conseguenze sociali ed economiche che continuano ben oltre l’evento traumatico e che chiamano in causa istituzioni, aziende e parti sociali.

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