Si annuncia un passaggio politico delicato in Consiglio regionale, convocato per l’8 ottobre, dove torneranno al centro due dossier che interessano anche il Teramano: la riorganizzazione del servizio rifiuti in Abruzzo e il percorso amministrativo della cosiddetta Nuova Pescara. In commissione il confronto è stato acceso e, nonostante la seduta si sia svolta regolarmente, le distanze tra le diverse posizioni della maggioranza non risultano superate.

Per i Comuni della provincia di Teramo, da Giulianova alla costa teramana fino all’entroterra, il tema dei rifiuti resta particolarmente rilevante perché riguarda l’assetto futuro della gestione del servizio e il peso che avranno i territori nelle decisioni regionali.

Rifiuti, resta aperto il nodo del sub ambito provinciale

Il punto più controverso riguarda la mappatura del sistema rifiuti e in particolare l’ipotesi del sub ambito provinciale unico. Una soluzione che non convince una parte significativa del centrodestra. Al centro del confronto c’è un emendamento annunciato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, destinato ad approdare direttamente in aula durante la seduta di giovedì, anche se al momento della commissione non risultava ancora formalizzato.

Proprio l’assenza del testo ufficiale ha impedito un esame nel merito durante i lavori, ma il dibattito politico si è comunque acceso. All’interno della maggioranza emergono orientamenti differenti, con posizioni non del tutto coincidenti anche tra gli stessi alleati. Il presidente della commissione Lorenzo D’Incecco ha richiamato l’impossibilità di discutere tecnicamente un emendamento non ancora depositato, rinviando quindi il confronto vero e proprio al Consiglio regionale.

Il richiamo della Regione: decidano i dati e il ruolo dei sindaci

Sulla vicenda è intervenuto anche il delegato regionale ai rifiuti Nicola Campitelli, assente alla seduta ma deciso a chiarire la linea. Il rappresentante della Regione ha respinto le ricostruzioni secondo cui una società pubblica dell’Aquila sarebbe destinata a prevalere sulle altre realtà territoriali, sostenendo invece che il percorso dovrà garantire rappresentanza a tutti i territori, senza differenze tra aree centrali e periferiche.

Campitelli ha ribadito che le scelte dovranno poggiare su dati oggettivi e che il ruolo decisivo resterà in capo ai sindaci, insieme all’Agir, per quanto riguarda l’organizzazione dei sub ambiti e le eventuali forme di affidamento del servizio. Nelle sue dichiarazioni ha inoltre escluso che la definizione degli ambiti provinciali equivalga automaticamente a un affidamento in house, ricordando che la normativa nazionale consente questa strada solo in presenza di condizioni precise di efficacia, efficienza e convenienza.

Secondo l’impostazione illustrata, la direzione indicata dalla legislazione resta quella del mercato oppure dell’individuazione di un socio industriale privato attraverso procedure di gara. Un passaggio che potrebbe incidere anche sugli equilibri dei servizi ambientali nei territori della provincia di Teramo.

Nuova Pescara, confronto acceso sul rinvio

L’altro fronte aperto in commissione riguarda la fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Le opposizioni spingono perché il percorso si completi entro il 2027, mentre un emendamento firmato dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri propone di spostare il termine al 2029.

Su questo capitolo è stato chiesto più tempo per approfondire gli aspetti tecnici e amministrativi. Per questo motivo sono partite le audizioni con i soggetti coinvolti, tra cui il direttore generale del Comune di Pescara e la dirigente regionale Anna Caporale. Anche in questo caso il numero degli emendamenti depositati lascia prevedere una discussione lunga e tutt’altro che semplice.

Verso l’8 ottobre, attesa anche nel Teramano

La seduta precedente della commissione non si era tenuta per mancanza del numero legale, episodio che aveva evidenziato frizioni politiche interne alla maggioranza. A distanza di una settimana il clima resta teso, anche se stavolta i numeri per procedere c’erano. Il vero banco di prova sarà però il Consiglio dell’8 ottobre, quando i nodi dovranno arrivare a una sintesi politica.

Per il territorio teramano l’attenzione è alta soprattutto sul dossier rifiuti, tema che tocca da vicino amministrazioni e cittadini anche lungo la costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, passando per Tortoreto, Alba Adriatica e il resto della provincia. Le decisioni prese a L’Aquila potrebbero infatti influenzare in modo diretto l’organizzazione futura del servizio e i rapporti tra i diversi ambiti locali.

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