L’Abruzzo ha archiviato un mese di settembre decisamente fuori dagli standard climatici più recenti. Secondo i dati diffusi sul bilancio meteorologico regionale, le temperature medie hanno superato di 1,7 gradi i valori di riferimento del trentennio 1991-2020, collocando il settembre 2026 tra i più caldi registrati negli ultimi anni.

Il dato interessa anche il Teramano e la costa, da Giulianova a Roseto degli Abruzzi, fino ai centri dell’entroterra, dove il mese si è fatto notare per giornate spesso stabili, assenza di vere fasi perturbate e un quadro generale più simile a una coda d’estate che a un ingresso nell’autunno.

Temperature elevate su scala regionale

Nel confronto con la media climatologica, settembre si è posizionato al quarto posto tra i più caldi in Abruzzo. Un’anomalia termica di questa entità conferma una tendenza che negli ultimi anni riguarda con frequenza crescente anche il versante adriatico e la provincia di Teramo, dove le temperature hanno continuato a mantenersi elevate ben oltre la fine della stagione turistica.

La persistenza del caldo è stata favorita da una lunga fase di stabilità atmosferica. A incidere, secondo l’analisi meteo, è stata la presenza di un robusto campo di alta pressione sull’Europa occidentale, nato dalla combinazione tra l’Anticiclone delle Azzorre e la risalita di aria più calda di matrice nordafricana.

Piogge in netto calo rispetto alla norma

Oltre al caldo, a caratterizzare il mese è stata la scarsità delle precipitazioni. Su base regionale è stato registrato un deficit del 41 per cento rispetto alla media. In pratica, è caduta poco più della metà della pioggia attesa per il periodo, con effetti evidenti su terreni, corsi d’acqua minori e disponibilità idrica locale.

Anche per il territorio teramano questo quadro conferma un settembre povero di passaggi instabili significativi. Le precipitazioni, quando presenti, non hanno compensato il lungo periodo asciutto. Una situazione che resta osservata con attenzione soprattutto nelle aree agricole della Val Vibrata, del comprensorio di Atri e della fascia collinare che guarda alla costa di Giulianova e Tortoreto.

Stabilità atmosferica e anticiclone dominante

La configurazione barica che ha accompagnato gran parte del mese ha mantenuto cieli spesso sereni o poco nuvolosi e condizioni meteo generalmente tranquille. Questo ha limitato l’arrivo di perturbazioni organizzate e ha contribuito sia al rialzo termico sia alla riduzione delle piogge.

Per il litorale teramano, da Alba Adriatica a Silvi, il mese ha quindi presentato caratteristiche anomale per il calendario, con un prolungamento del clima mite e asciutto. Un elemento che può aver favorito attività all’aperto e presenze sul mare, ma che dal punto di vista climatico segnala uno scostamento marcato rispetto ai valori attesi.

Un segnale che riguarda anche il territorio di Giulianova

I numeri regionali descrivono un quadro che interessa direttamente anche Giulianova e il comprensorio circostante. Temperature superiori alla norma e precipitazioni ridotte rappresentano infatti due indicatori importanti per leggere l’andamento stagionale, con possibili riflessi su agricoltura, gestione dell’acqua e condizioni ambientali del territorio.

Il bilancio di settembre 2026 consegna dunque all’Abruzzo un altro mese anomalo, segnato da caldo persistente e piogge limitate. Un dato che si inserisce in una tendenza sempre più osservata anche lungo la costa teramana, dove l’avvio dell’autunno meteorologico appare ormai spesso distante dai modelli del passato.

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