Slitta ancora il passaggio di gestione nelle strutture dell’Asp1 di Teramo. L’avvicendamento con la nuova cooperativa, atteso nella giornata di oggi, non si è concretizzato e resta per ora senza una nuova data ufficiale. Una situazione che continua a creare incertezza in un settore particolarmente delicato, quello dell’assistenza agli anziani, seguito con attenzione anche da molte famiglie del Teramano.
Passaggio fermo e confronto ancora aperto
La cooperativa individuata per subentrare, Kursana, avrebbe fatto presente l’assenza di atti e risposte ritenuti necessari per completare il cambio di gestione. Da qui il rinvio dell’operazione, che avrebbe dovuto segnare il passaggio dalle attività finora svolte da Sanitalia. Sul fronte dell’Asp1, il commissario Roberto Canzio ha chiarito che non si tratterebbe di un passo indietro definitivo da parte del nuovo soggetto, ma della richiesta di un ulteriore momento di verifica per definire gli ultimi aspetti del percorso.
Un nuovo confronto tra le parti è stato annunciato per domani, con l’obiettivo di sciogliere i nodi ancora aperti. Fino ad allora, il quadro resta sospeso, mentre nelle strutture prosegue il lavoro quotidiano di assistenza.
La preoccupazione di operatori e famiglie
Il rinvio pesa su un contesto già molto fragile. I sindacati Fp Cgil, Uil Fp e Fisascat Cisl parlano di una situazione ormai insostenibile per i lavoratori impegnati nei servizi. Infermieri e operatori sociosanitari, riferiscono le organizzazioni sindacali, stanno continuando a garantire l’assistenza agli ospiti nonostante organici ridotti e una forte tensione sul piano economico.
Al centro delle contestazioni ci sono infatti anche le retribuzioni non ancora corrisposte. Secondo quanto segnalato dalle sigle, ai dipendenti mancherebbe ancora il saldo del 50 per cento dello stipendio di luglio da parte della cooperativa uscente, oltre all’intera mensilità di agosto e alla quattordicesima. Un ritardo che accresce il malcontento e alimenta il timore di ulteriori abbandoni del personale.
La diffida dei sindacati e l’ipotesi agitazione
Per chiedere tempi certi e garanzie concrete, i rappresentanti sindacali Mauro Pettinaro, Massimiliano Bravo e Samuele Esposito hanno inviato una diffida formale ai vertici dell’Asp1 e alle cooperative coinvolte. La richiesta è quella di ottenere chiarimenti rapidi sia sul passaggio di consegne sia sul pagamento degli arretrati ai lavoratori.
Se non arriveranno risposte in tempi brevi, i sindacati sono pronti ad aprire una nuova fase di mobilitazione. Tra le ipotesi sul tavolo c’è la proclamazione dello stato di agitazione, con la contestuale richiesta di un intervento della Prefettura di Teramo. Un passaggio che potrebbe imprimere un’accelerazione alla vertenza, diventata ormai centrale per il sistema socioassistenziale provinciale.
Una vicenda seguita in tutto il Teramano
La questione riguarda direttamente Teramo, ma viene osservata con attenzione in tutto il territorio provinciale, compresa la costa teramana e l’area di Giulianova, dove il tema dei servizi alla persona e della tutela delle fasce più fragili resta particolarmente sentito. In attesa dell’incontro previsto nelle prossime ore, lavoratori e famiglie aspettano soprattutto certezze: sulla continuità dell’assistenza, sulla tenuta degli organici e sul rispetto degli impegni economici maturati.
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