Operazione di soccorso in quota sul massiccio del Gran Sasso, dove due arrampicatori sono stati raggiunti e recuperati dopo un incidente avvenuto durante una salita su una delle pareti più impegnative della montagna abruzzese. L’intervento ha richiesto l’attivazione del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e dell’elisoccorso partito da Pescara.

L’episodio, che riguarda un’area molto frequentata dagli appassionati di alpinismo anche provenienti da fuori regione, richiama l’attenzione anche sul versante teramano della montagna, punto di riferimento per escursionisti e sportivi del territorio, da Giulianova alla costa e fino all’entroterra provinciale.

L’incidente durante la salita sul Paretone

I due alpinisti, entrambi romani, stavano affrontando la via nota come Diedro di Mefisto sul Paretone del Gran Sasso quando uno dei componenti della cordata è rimasto ferito. Secondo quanto riferito, il problema sarebbe stato causato da una scarica di pietre che ha colpito l’uomo, provocandogli un trauma al gomito e rendendo impossibile la prosecuzione della salita in sicurezza.

La richiesta di aiuto ha fatto scattare la macchina dei soccorsi in un tratto particolarmente delicato della parete, dove le condizioni ambientali e la conformazione della roccia rendono ogni intervento tecnicamente complesso.

In azione Soccorso alpino ed elicottero

Per raggiungere i due arrampicatori è stato impiegato l’elicottero del servizio di emergenza, decollato da Pescara, con il supporto dei tecnici del Soccorso alpino e speleologico. L’operazione si è concentrata sul recupero della cordata direttamente in parete, con manovre rese necessarie dalla posizione dei due uomini e dalla necessità di operare in tempi rapidi.

Il ferito è stato quindi messo in sicurezza insieme al compagno e trasferito fuori dalla zona dell’incidente. Il recupero si è concluso senza ulteriori criticità, nonostante le difficoltà legate all’ambiente di alta montagna.

Un richiamo alla prudenza in montagna

L’intervento conferma quanto il Gran Sasso possa presentare insidie anche per chi affronta itinerari attrezzati o vie conosciute. Caduta di sassi, improvvisi cambiamenti delle condizioni e tratti esposti possono trasformare rapidamente un’uscita alpinistica in un’emergenza.

Per il territorio teramano, che ha nel Gran Sasso uno dei suoi riferimenti naturalistici e sportivi più importanti, resta centrale il tema della prevenzione. Pianificazione dell’itinerario, attrezzatura adeguata e valutazione delle condizioni della parete sono elementi decisivi per limitare i rischi, soprattutto nei percorsi più severi.

L’episodio si inserisce tra gli interventi che, con l’arrivo delle giornate ancora favorevoli in quota, continuano a interessare l’area del massiccio, frequentata non solo da residenti della provincia di Teramo ma anche da molti sportivi provenienti da altre regioni.