Torna ad accendersi il confronto attorno alla situazione dei dipendenti impiegati nelle residenze per anziani riconducibili ad ASP1 nel Teramano. Al centro della protesta ci sono gli stipendi non ancora corrisposti e le indennità attese da mesi, una vicenda che coinvolge lavoratori anche in territori vicini a Giulianova e alla Val Vibrata.
Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uil Fpl hanno denunciato pubblicamente il perdurare delle mancate erogazioni, parlando di un quadro ormai non più sostenibile per circa 250 addetti nelle sedi di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto. Secondo quanto segnalato, risultano ancora da liquidare la quattordicesima e le retribuzioni relative ai mesi di luglio e agosto.
La denuncia dei sindacati sul caso ASP1
Le sigle sindacali contestano con forza il divario tra gli annunci istituzionali e la condizione concreta dei lavoratori. Nella loro presa di posizione richiamano quanto emerso nei mesi scorsi in Prefettura, dove era stata prospettata una soluzione ormai vicina alla vertenza, insieme a un eventuale percorso alternativo in caso di mancato sblocco della situazione.
Per i rappresentanti dei lavoratori, però, a distanza di tempo non si sarebbero visti passi risolutivi. Da qui la richiesta di interventi immediati e verificabili, senza ulteriori rinvii. Nel mirino delle contestazioni finisce anche la cooperativa Sanitalia, indicata dai sindacati tra i soggetti responsabili delle inadempienze denunciate.
Le strutture coinvolte tra Teramo, Nereto e Civitella
La vertenza interessa personale che opera in servizi delicati, legati all’assistenza quotidiana degli anziani. Si tratta di un comparto che riguarda da vicino molte famiglie del territorio provinciale, compresa l’area costiera e l’entroterra teramano, dove il lavoro nelle strutture socioassistenziali rappresenta una risorsa occupazionale importante.
Il problema degli arretrati, sottolineano i sindacati, pesa direttamente sui bilanci domestici dei dipendenti, che si trovano privi della principale entrata economica. Una situazione che, oltre al profilo occupazionale, apre interrogativi sulla continuità e sulla serenità dei servizi erogati nelle case di riposo.
Polemica dopo l’inaugurazione alla De Benedictis
La nuova presa di posizione è arrivata a ridosso dell’inaugurazione alla casa di riposo De Benedictis di Teramo, dove è stato annunciato l’avvio di lavori per l’efficientamento energetico della struttura. L’intervento, finanziato con 5 milioni di euro attraverso un bando GSE, è diventato però anche il simbolo della distanza denunciata dai sindacati tra investimenti sulle sedi e mancate risposte sul fronte retributivo.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, mentre si celebrano nuovi cantieri e interventi sulle strutture, resta ancora aperta la questione più urgente per chi ogni giorno opera nei servizi assistenziali. Da qui il richiamo a un atteggiamento più sobrio da parte delle istituzioni e a una linea basata su soluzioni concrete.
Una vertenza che resta aperta nel Teramano
Il caso continua dunque a tenere alta l’attenzione in provincia di Teramo. In un territorio che comprende anche realtà come Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Mosciano Sant’Angelo e la Val Vibrata, il tema del pagamento regolare degli stipendi nei servizi alla persona resta particolarmente sensibile.
La richiesta avanzata da Cgil, Cisl e Uil è netta: chiudere rapidamente la partita degli arretrati e fornire garanzie certe per il futuro. Al momento, però, la vertenza non risulta risolta e il malcontento tra i lavoratori delle strutture ASP1 continua a crescere.

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