Un percorso costruito in Abruzzo sul fronte della tutela dei più giovani approderà nei prossimi giorni al Parlamento europeo. Lunedì 29 settembre, a Bruxelles, è infatti in programma il convegno Minori al centro dell’Europa, appuntamento dedicato ai temi della prevenzione del disagio adolescenziale, dell’inclusione e della protezione dei ragazzi più esposti a fragilità sociali.
Si tratta di un’iniziativa che parte dall’esperienza maturata sul territorio regionale e che assume interesse anche per realtà come Giulianova e l’intera provincia di Teramo, dove il tema del benessere scolastico, del contrasto al bullismo e del sostegno ai minori resta centrale nel lavoro di scuole, istituzioni e servizi.
Un’esperienza nata in Abruzzo arriva nelle sedi europee
Alla base dell’incontro c’è il lavoro sviluppato attraverso i tavoli tecnici regionali dedicati al disagio minorile, avviati nell’ambito delle attività istituzionali della Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza allora in carica, l’avvocato Maria Concetta Falivene, con il supporto dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
Da quel confronto è nato un gruppo di studio composto da professionalità diverse, con l’obiettivo di trasformare analisi, criticità e casi concreti in proposte da sottoporre anche alle istituzioni dell’Unione europea. Ne fanno parte, oltre alla stessa Falivene, l’avvocato Fulvio Fiorillo, il dottor Andrea Menna, l’avvocato Giuseppe Orsini, il dottor Stefano Tumini e il professor Roberto Veraldi.
L’appuntamento di Bruxelles sarà aperto dall’europarlamentare Alberico Gambino, indicato come riferimento dell’intergruppo parlamentare sui minori, e vedrà anche la partecipazione dell’onorevole Naike Gruppioni.
I temi: scuola, disabilità e rischio devianza
Il confronto si svilupperà lungo tre assi precisi: prevenzione, inclusione e protezione. Al centro del dibattito ci saranno il disagio vissuto in ambito scolastico, i percorsi per garantire una reale partecipazione ai minori con disabilità e le azioni necessarie per arginare il reclutamento dei giovanissimi da parte della criminalità organizzata.
Si tratta di questioni che hanno una ricaduta concreta anche nei territori locali, dalla costa teramana all’entroterra, dove scuole, famiglie e operatori si confrontano sempre più spesso con fenomeni di isolamento, conflittualità tra pari, difficoltà educative e bisogno di reti di supporto stabili.
Il progetto nelle scuole e i contributi video di Walter Nanni
Una parte importante dell’incontro sarà dedicata a un’esperienza già realizzata all’Istituto Comprensivo 1 di Pescara. Il progetto è stato portato avanti con il coinvolgimento della dottoressa Emiliana Di Sabato, della dirigente scolastica Teresa Ascione, della dottoressa Daniela Puglisi, già dell’Ufficio scolastico regionale, del primo dirigente anticrimine Alfredo Luzi e del regista Walter Nanni.
Durante il convegno saranno mostrati alcuni materiali audiovisivi nati proprio all’interno di questo percorso. Tra questi anche uno spot contro il bullismo, indicato come il primo realizzato in Abruzzo su questo tema, insieme ad altri contributi dedicati alle emergenze che riguardano il mondo minorile.
Prevista inoltre la proiezione di un lavoro sulla violenza legato all’omicidio di Christopher Luciani, realizzato da Walter Nanni insieme alla Garante dei detenuti Monia Scalera. I video vengono presentati come strumenti già sperimentati sul territorio e capaci di parlare direttamente ai ragazzi con un linguaggio immediato.
La scuola come presidio educativo
L’idea proposta anche in chiave europea è quella di rafforzare il ruolo della scuola non soltanto come luogo di istruzione, ma come punto di riferimento stabile nella prevenzione del disagio. Il modello illustrato a Bruxelles punta su contenuti educativi, supporto emotivo, pratica sportiva, attività artistiche e orientamento verso il futuro.
Secondo Maria Concetta Falivene, l’approdo del progetto nelle sedi europee rappresenta un passaggio significativo per un lavoro nato in Abruzzo e costruito attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola e professionisti. L’obiettivo dichiarato è consolidare una rete capace di intervenire in modo più efficace sui problemi che coinvolgono minori e adolescenti.
Per l’Abruzzo, e quindi anche per i territori della provincia di Teramo interessati da analoghe esigenze educative e sociali, il convegno di Bruxelles si presenta come un’occasione per portare fuori dai confini regionali esperienze operative già messe in campo, cercando di trasformarle in un modello strutturato di prevenzione e tutela.

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