Il futuro dell’area di Grasciano e l’ipotesi di nuovi interventi legati allo smaltimento dei rifiuti sono finiti al centro di un confronto istituzionale in Regione Abruzzo. La questione, che tocca da vicino anche diversi Comuni del Teramano, è stata esaminata nel corso di una seduta della Commissione vigilanza convocata per fare il punto su programmazione, impatto ambientale e possibili conseguenze per i territori vicini.
Il dibattito interessa in modo particolare l’area della Val Tordino e i centri confinanti, con riflessi che vengono seguiti con attenzione anche sulla costa teramana. Tra i Comuni che hanno manifestato una posizione critica c’è Roseto degli Abruzzi, direttamente coinvolto per la vicinanza con il sito oggetto delle valutazioni.
Roseto presenta osservazioni contrarie
L’amministrazione rosetana ha già trasmesso le proprie contestazioni formali rispetto ai progetti che riguardano nuovi abbancamenti di rifiuti. Le osservazioni sono state depositate nell’ambito dell’iter davanti al Comitato Via, l’organismo tecnico chiamato a esprimersi sulla compatibilità ambientale delle proposte e sulla sostenibilità degli interventi previsti.
La richiesta di affrontare il tema in tempi rapidi è partita dal consigliere regionale Enio Pavone, che siede anche in consiglio comunale a Roseto. La convocazione della commissione è stata quindi l’occasione per riunire istituzioni, amministratori e realtà associative attive sul territorio.
In audizione sindaci e associazioni del territorio
Alla seduta hanno preso parte rappresentanti dei Comuni e dei comitati impegnati da mesi sulla vicenda. Erano presenti i sindaci di Notaresco e Roseto degli Abruzzi, oltre al vicesindaco di Mosciano Sant’Angelo. In aula anche esponenti del mondo associativo, con particolare attenzione da parte dell’Osservatorio Val Tordino, che segue da vicino gli sviluppi relativi all’ampliamento dei siti di Grasciano.
L’audizione è servita a portare in sede regionale le preoccupazioni espresse nelle ultime settimane sul piano ambientale e sanitario. Il confronto ha riguardato non solo il singolo progetto, ma anche l’impostazione generale della gestione dei rifiuti nell’area teramana, tema che interessa un bacino più ampio e che coinvolge comunità distribuite tra entroterra e fascia costiera.
Un tema che riguarda anche l’assetto del Teramano
La discussione non si limita infatti al perimetro di Grasciano. Intorno alla vicenda si intrecciano valutazioni sul modello di trattamento e conferimento dei rifiuti nell’intera provincia di Teramo, con possibili ricadute sui territori limitrofi. Per questo l’attenzione resta alta anche nei Comuni vicini, dove si guarda agli esiti dell’istruttoria e alle decisioni che verranno assunte dagli organi competenti.
Il passaggio in Commissione vigilanza rappresenta, in questa fase, uno snodo politico e amministrativo importante. Le amministrazioni locali e le associazioni chiedono chiarezza sulle scelte future, mentre il procedimento prosegue sul piano tecnico con gli approfondimenti richiesti dagli enti preposti.
Nei prossimi passaggi saranno dunque decisivi gli sviluppi dell’iter ambientale e le eventuali determinazioni regionali, in una partita che continua a suscitare attenzione in tutto il comprensorio teramano, da Roseto a Mosciano fino alle aree più vicine alla costa e alla Val Tordino.
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