È stata annunciata in Abruzzo la decima edizione del concorso fotografico nazionale dedicato a Tonino Di Venanzio, iniziativa culturale che richiama autori e appassionati da tutta Italia e che può interessare anche il pubblico della provincia di Teramo, da Giulianova alla costa teramana, per il valore artistico e regionale dell’appuntamento.
Il premio porta il nome del fotografo e artigiano nato a San Valentino in Abruzzo Citeriore, figura legata a una lunga attività sviluppata nel secolo scorso. La sua esperienza è rimasta associata a un importante racconto per immagini del territorio abruzzese, costruito attraverso tecniche tradizionali e un lavoro paziente di studio e di bottega.
Un traguardo che celebra dieci edizioni
L’apertura della nuova edizione segna un passaggio simbolico per il concorso, arrivato al decimo anno. In questo percorso la manifestazione ha raccolto fotografie, visioni e interpretazioni capaci di mettere al centro non solo la qualità degli scatti, ma anche la ricerca espressiva di fotografi professionisti e fotoamatori.
Per l’edizione 2026 il tema scelto è Oltre, parola che orienta i partecipanti verso un’idea di superamento dei limiti visivi e creativi. L’invito, rivolto agli autori, è quello di cercare nuovi punti di vista e sviluppare un racconto fotografico capace di andare oltre l’immediato.
Il legame con la storia della fotografia abruzzese
La figura di Tonino Di Venanzio resta al centro dell’identità del premio. Attivo nel Novecento, ha lasciato una documentazione ampia della vita e dei luoghi d’Abruzzo, lavorando anche con procedimenti oggi meno diffusi, come il ritocco su lastra. Parte di questo patrimonio visivo è legato anche alla collaborazione con la moglie Elda, impegnata nella colorazione ad acquerello delle immagini.
Il concorso nasce proprio con l’intento di mantenere viva questa eredità culturale. L’archivio di lastre e materiali fotografici riconducibili a Di Venanzio rappresenta infatti una testimonianza storica rilevante, capace di connettere la memoria delle comunità locali con la fotografia contemporanea.
Spazio dedicato anche agli scatti analogici
Tra gli aspetti più caratteristici dell’edizione appena avviata c’è l’attenzione riservata alla fotografia analogica. Accanto alle sezioni consolidate del premio, è prevista infatti una categoria specifica per gli scatti realizzati con tecniche tradizionali, che sarà valutata da una giuria dedicata.
La scelta punta a coinvolgere quanti continuano a lavorare con pellicole, macchine fotografiche analogiche e stampa su carta. Un segmento che negli ultimi anni ha ritrovato interesse anche tra i più giovani e che richiama un modo diverso di costruire l’immagine, basato su tempi più lenti, manualità e precisione.
Si tratta di un richiamo diretto alla pratica fotografica che ha contraddistinto Di Venanzio a partire dagli anni Trenta: uno stile fondato sul sapere artigiano e su un rapporto molto concreto con lo sviluppo e la stampa delle fotografie.
Patrocini e rilievo regionale dell’iniziativa
Il bando della decima edizione può contare sul patrocinio della Regione Abruzzo, del Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore e della FIAF, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Un sostegno che conferma il profilo culturale dell’iniziativa e la sua capacità di collocarsi in un circuito di interesse nazionale.
Per il territorio abruzzese, compresa l’area di Giulianova e del Teramano, il concorso rappresenta anche un’occasione per seguire da vicino un progetto che valorizza la fotografia come strumento di memoria, ricerca e racconto del paesaggio umano e sociale della regione.

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